Redazione. “Auguri alle nonne e ai nonni: mamme e babbi di tutti noi”

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 01/10/2016
Domenica 2 Ottobre, è la “Festa dei Nonni”, coloro che hanno costruito e che sostengono la nostra società.

Nell’accezione linguistica francese, i nonni si chiamano “grands parent”, grandi parenti, coloro che sono i più vicini nella vita di ogni persona, coloro che condividono gioie e dolori di  figli, figlie e nipoti. In Italia, dove la popolazione anziana negli ultimi anni ha avuto una grande espansione con la contestuale diminuzione della crescita demografica, da qualche anno si è pensato di istituire una giornata di festa e riflessione, sul ruolo delle nonne e dei nonni, che, in silenzio e umilmente, sono, ancora oggi, il pilastro di tante famiglie, accompagnando le nuove generazioni verso la vita, con sacrifici personali, non sempre accettabili dalla nostra società “fai da te”.
Certamente,  una società  fortemente cambiata, non può più fare esempio, o non lo vuol più fare, di quella che è stata la realtà dei nonni e degli anziani, dal dopoguerra ad oggi. La nostra civiltà contadina, prima dell’avvento del boom economico, viveva la cosiddetta cultura patriarcale, dove, nella famiglia, tutti avevano un ruolo specifico, dove, anche gli anziani, nella loro saggezza, erano protagonisti delle iniziative e delle scelte che nella famiglia venivano prese, a volte anche con dolore. Anche quando l’anziano, nella sua vecchiaia, si incamminava nella fase ultima della vita, veniva accudito con rispetto da tutti i presenti e, la morte del patriarca, avveniva  nella serenità di avere tutti accanto al proprio letto di morente, nipotini compresi. Di questa ormai superata realtà, ci ha parlato qualche anno fa, il grande regista Ermanno Olmi, in quel bellissimo e indimenticabile film, “L’albero degli zoccoli”,  storia ambientata nella civiltà contadina bergamasca, proprio nel momento in cui avviene la trasformazione e l’abbandono di quella vita, dove i protagonisti principali, sono appunto gli anziani legati a valori della terra e della semplicità della loro esistenza. La realtà attuale, vede i nonni legati a sostegno della famiglia, ma, il rapporto, è decisamente cambiato. Se oggi gli anziani diventano un sostegno economico per tante famiglie, il tempo e la vita che corre, hanno ridimensionato questa importante figura. Anche la società, diventata assistenziale, lascia poche speranze ad un effettivo ruolo degli anziani nella vita di ogni giorno. Sempre più piene case di accoglienza e strutture dove, volentieri, si parcheggia il “nonno” perché in casa non c’è più tempo per l’anziano. Ma, ancora, vi è quasi un senso di opportunistica ragione, quella di delegare agli altri l’ultimo tratto di vita dell’anziano, coinvolgendo sempre più colf e badanti provenienti dall’estero.. Che dire, in questa Festa dei Nonni, se non che possa diventare un momento di riflessione per tutti, nipoti compresi, e non una stucchevole ricorrenza, oggetto di pubblicità e strategia di aziende e industrie dolciarie.
Auguri dunque a tutte le nonne e i nonni, pensando che in questi primi giorni, attendono i nipotini all’uscita di scuola, per farli pranzare ed accudirli, mentre le mamme  e i babbi, sono impegnati nel lavoro.

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