Redazione Amiatanews. Ma Halloween non ci appartiene

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 30/10/2014
Ma Halloween  non ci appartiene

Da qualche anno anche a Piancastagnaio, è nata la moda del ” dolce o scherzetto”, ossia lo strano modo di evocare streghe e mostri la sera del 31 ottobre . ” Dolce o scherzetto”, per dirla all’americana, dolce o scherzetto, che aime’ potrebbe riservarti qualche sorpresa, visto il periodo attuale. A parte il giro di parole, credo che sarebbe meglio, specie per i bambini, di Piano, sapere, che il ” dolce o scherzetto”, non importato dall’estero, per chi ha qualche anno anno in piu’, significava, valorizzare un altro periodo, il Carnevale, con la frase rituale ”bucu ciccio.. dammi i’ ciuccio”…. il che voleva dire… fortuna a parte o annata buona del maiale, avere un pezzettino di salsiccia da mangiare col pane ” del forno”.

Scusatemi… non mi prendete per bacchettone, ma io questa moda di Alloween.. non la capisco.Sara’ perche le nostre zucche, con i classici triangoli e la candela nel mezzo erano più un gioco che si faceva in estate, che evocazione di spiriti , streghe, morti e via discorrendo.

Il primo Novembre, poi, si andava tutti in quel giardino verde, che era il vecchio camposanto di Viale Vespa, perche’ li, nonostante la morte celebrata dai monumenti c’era la vita. Infatti, se volevi trovare qualcuno, lo trovavi li, e c’era quasi un misto di allegria, perchè fino a notte fonda, era tutto un via vai di persone. Non si evocavano mostri, vampiri, streghe. Li, si ritornava a comunicare con gente ormai passata nella stanza accanto (come direbbe Peguy in una bella poesia sulla morte) e certamente, non avevi e non potevi aver paura, perché sapevi che i tuoi cari e tutti i tuoi amici non ti avrebbero ma i fatto del male. Proprio per questo, anche se piccoli, i nostri genitori, ci portavano in quei luoghi del cimitero, dove era piu’ visibile il disfacimento umano.

Da qualche anno, si commenta piu’ o meno, sull’introduzione di questa festa nella nostra cultura. C’e’ chi ” sbraita” alle ” streghe”, c’è chi ne ha fatto, come del resto altre feste importate, un ricco puntoJpeg per incrementare il busness proprio. Bah, io mi ricordo di quando la sera del 1 novembre, non il 31, mia mamma, mi diceva di lasciare accesa una luce di casa per fare strada a coloro che , nel collettivo immaginario, erano i trapassati che tornavano a vedere come stavano le cose di quaggiu’. E poi ancora, per i piu’ vecchi, la levata alle quattro del mattino, del 2 novembre, per andare in Parrocchia ad assistere all’ “uffizzio”, una messa da morto, con un grande catafalco nero in mezzo alla navata, che fungeva da bara.

P.S. Qualche anno fa’, ho visto alcuni ragazzini e ragazzine, che frequntano il ciclo catechistico Pianese, festeggiare in tutto punto, questa festa.Cari ragazzini/e ,una volta tanto, questi nonni a cui siete affidati per molte ore al giorno, fateli contenti:fatevi raccontare storie vere, vissute da una generazione che nulla aveva a che spartire col ”dolce o scherzetto”. G. Serafini

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