Pitigliano. Verso l’unificazione della Diocesi?

Amiatanews (G. Serafini) 03/06/2015
Si andrà davvero verso una “razionalizzazione” delle Diocesi, come vuole Papa Francesco?
In tal caso, sicuri effetti anche sull’Amiata.

Dallo scorso mese di Febbraio la Diocesi d Pitigliano Sovana Orbetello, è in “sede vacante” per il trasferimento del presule titolare dal 2010, Mons. Guglielmo Borghetti, assegnato alla Diocesi di Imperia. Lo stesso Vescovo, è stato poi nominato Amministratore della Diocesi Maremmana. Tutti ormai in Diocesi, aspettano la fatidica chiamata di Borghetti, che secondo la prassi dovrebbe riunire il suo Consiglio presbiterale a Pitigliano, per le ore 12 di un giorno, a quanto pare vicino, per comunicargli la nomina del nuovo Vescovo Diocesano, con la conferma contenuta nella vescovo_alborghettitradizionale bolla di nomina in latino, firmata da Papa Francesco. A quel punto, secondo l’antica tradizione ecclesiastica, le campane di tutte le 72 parrocchie della Diocesi, suoneranno dando l’annuncio.
Così dovrebbe essere anche per le Parrocchie della nostra Montagna Senese, e cioè, Piancastagnaio, Casa del Corto, Saragiolo. Dobbiamo però riportare notizie, non confermate, ma che stanno trovando molta ragione di essere, comunicate tra i fedeli della nostra Diocesi che, certamente, non saranno bene accolte sia dal clero che dai fedeli, in particolare di Piancastagnaio che, da secoli è
parte integrante della Diocesi di  S.Gregorio VII°, Papa Ildebrando di Soana.
Sembra, infatti, che lo stesso Papa Francesco stia autorizzando, come da tempo si dice, una drastica razionalizzazione delle Diocesi, più o meno piccole (si parla di 58), aggregandole a Diocesi più grandi, od aggregando i fedeli in una Diocesi secondo opportunità di vicinanza e densità di popolazione. Questo vorrebbe dire, che anche Piancastagnaio sarebbe aggregato ad una Diocesi molto più vicina (si parla di Montepulciano – Pienza), mentre Pitigliano sarebbe aggregata a  Grosseto. A dire il vero questa ipotesi viene riportata da anni; i Pitiglianesi si sono sempre mossi per difendere la loro Diocesi ed avere il loro Vescovo in Sede a Palazzo Orsini. Basti pensare, quando nel 1996 arrivò, dopo il trasferimento di Mons. Giacomo Babini a Grosseto, Mons. Mario Meini; a difendere la  Diocesi scesero in campo anche i sindaci di tutti comuni ad essa appartenenti con  lunga petizione. Senza contare poi l’entusiasmo nel 1975, alla nomina di Mons. Giovanni D’Ascenzi, che ritornò a Pitgliano dopo oltre un decennio di amministrazione e aggregazione alla Diocesi di Grosseto, guidata da Mons. Primo Gasbarri. Inoltre, non tutti hanno dimenticato la “guerra feroce” che avvenne negli anni settanta, quando fu messa in ballo l’idea di una Diocesi Amiatina, con sede Vescovile ad Abbadia San Salvatore che portò strascichi tra i preti delle varie Diocesi. Montalcino, poi unificata a Siena, Pienza con Montepulciano, Pitigliano con Sovana Orbetello, che poi, con l’arrivo di D’Ascenzi nel 1975, si trovò ad avere, con una grossa operazione portata avanti dallo stesso Vescovo, anche la parte  dell’ Argentario, Isola del Giglio compresa, da secoli appartenente all’antica Abbazia dei Santi Anastasio e Vincenzo retta dai Monaci a Tre Fonane di Roma.
Una mossa (anche in questo caso la parola stona un po’),che creò una grande lacerazione con la Diocesi di Grosseto, che non accettò serenamente quella “riforma”. Mons. D’ Ascenzi, portò avanti anche un’altra piccola fusione di Parrocchie, allargando ulteriormente il territorio Diocesano. Santa Fiora, Bagnore, Bagnolo, per antica tradizione, erano aggregate alla Diocesi Umbra di Citta’ della Pieve, e lui le riportò in territorio toscano. Adesso si aspettano le decisioni da parte della ongregazione per i Vescovi e soprattutto la decisione del Papa.  Una cosa però possiamo già dirla: non crediamo che in questo periodo di probabili colloqui, il clero della nostra Diocesi e le autorità civili, stiano con le mani in mano aspettando la decisione da Roma. Pitigliano, Sede Episcopale da secoli, che ha dato i natali nella vicina Sovana, dov’è la Cattedrale, a uno dei più grandi Papi della storia della Chiesa, non vorrà certamente, rinunciare ad avere nuovamente un Vescovo nella Cattedra di San Gregorio Settimo.

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