Piancastagnaio. Presentato il Palio di Paolo Borghi

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 11/08/2015
Così vedo il Palio del Maestro Borghi.

Come tradizione, nel periodo del Palio di Piancastagnaio, amiatanews ospita pareri e commenti sulla Festa di collaboratori interni ed esterni. Un gesto per capire come gli altri vedano questi giorni così importanti per la società pianese.
Giuseppe Serafini, già inviato della Nazione Siena locale, è nostro collaboratore interno da circa un anno. Nel suo articolo, l’emozionante e dotta descrizione del Palio, da leggere  con attenzione, visti anche i riferimenti storico-religiosi e, soprattutto, una visione quasi intima della figura della Madonna di Paolo Borghi.
Grazie Giuseppe, Marco Conti


Uno degli appuntamenti più importanti e sentiti da parte dei popoli delle Contrade Pianesi, è, senza dubbio, la presentazione del Palio, il 10 agosto di ogni anno, ad una settimana esatta dalla corsa dedicata alla Madonna di S. Pietro. Su quel pezzo di stoffa, sormontato dall’austero simbolo del comune “Castrum Plani Castagnaie”, si concentrano i sogni, le speranze le lacrime, di chi per un anno vive all’ombra della contrada sicura e protettrice. A volte, il giudizio di Priori, Capitani e del popolo, può essere lapidario, con frase del tipo “mah… non è che mi garbi un granché, ma è pur sempre un palio… magari lo vincessimo!”. Il “cencio”, che viene così chiamato con ironico disprezzo, ha però in se la grande caratteristica di essere una cosa preziosa, aldilà dell’opera e dell’artista che lo ha dipinto, proprio perché dentro di essa vi sono tante storie di vita e di religiosità. Non per niente, i Pianesi, che sono molto legati alla Vergine dell’ Amiata, la Madonna di San Pietro, la prima cosa che guardano, non sono tanto i cavalli o gli stemmi, o le posizioni cabalistiche degli stessi stemmi, più su o più giù; osservano subito la figura della Madonna. L’opera del maestro Paolo Borghi, è molto bella e significativa. Una figura che vorrebbe darci sicurezza in questo momento della storia, così buio e insicuro. Ecco la figura della Vergine, che esce dai tradizionali canoni delle madonne Palio_Presentazione_20150810_gabriele_forti_01incoronate senesi. Lei, la Vergine che darà alla luce un figlio per la salvezza del mondo intero, è sospesa, quasi in un leggero vento di montagna, tra nuvole e cime imbiancate. Sul suo volto, uno sguardo rivolto al divin figlio, che si stacca da lei, ma è ancora parte della sua vita, attaccato ancora ad un cordone ombelicale, che diviene una striscia rossa, e che ancora protegge quel figlio, racchiuso dentro un materno utero, una culla protettiva che da’ appunto sicurezza. Una striscia rossa, che prelude al destino di quel bambino, nato e morto per la nostra salvezza. La mano destra della Vergine, sembra quasi invitare il Figlio a staccarsi per entrare nel mondo e dare inizio all’opera di redenzione. Al disotto della scena sacra, come ad indicare, le due città descritte da Agostino di Ippona, la Città di Dio e la Città dell’Uomo, c’è la creazione, con le sue creature, la natura e le sue forze. E’ l’uomo, che dotato da Dio di intelligenza, si sforza di dominare le forze animali e vegetali. La potenza del cavallo, che come dice un celebre salmo, “non lo fermi con morsi e briglie, a te non si assoggetta”. E la forza delle risorse naturali, la lava, che ricorda le origini del nostro Monte Amiata. Da quella pietra lavica, sono sorte tante bellezze monumentali della nostra terra Amiatina. Chiese, case e palazzi, ville, castelli. La nostra Rocca che da secoli, veglia ancora indomita sulla comunità ed i territori. La nostra Chiesa Parrocchiale, Santa Maria de Cuntaria, che poggia sulla roccia lavica.

Il palio è il sogno di ogni contradaiolo. Con umiltà, dovremmo imparare a leggerlo, a capire quante cose vuole dire attraverso chi con fatica lo ha realizzato. Ben venga dunque il drappellone, dipinto da Paolo Borghi per questa edizione 2015 del Palio Pianese. A noi, piace vederlo sfilare nel corteo del 17 agosto accanto all’immagine della Madonna di San Pietro, che una volta all’anno scende dal suo Santuario per benedire tutti i suoi figli e figlie. Ci piace rivederlo sul sagrato del Santuario prima della benedizione. Ci piace certamente vederlo sfilare nelle mani dei contradaioli in festa, dopo la vittoria. Ci piace così. E ci piacerebbe ancora di più, che ogni volta che passa in una contrada, fosse segno di gioia e di rispetto, non segno di acerba divisione, visto che, chi lo detiene per la vittoria, detiene comunque un grande segno di religiosità


Una foto gallery con le immagini dello studio fotografico Gabriele Forti (Piancastagnaio), incaricato dal Magistrato delle Contrade di Piancastagnaio e coordinato da Amiatanews per la diffusione del materiale fotografico.

 

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