Piancastagnaio. Nei giorni dei “Luoghi del Mercurio”, la visita al Villaggio del Siele

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 13/11/2016
La visita ha fatto rivivere momenti di storia amiatina. 

All’indomani dello svolgimento della Terza Riunione della Re.Mi di ISPRA, voluta dal Parco Nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata, che si è svolta ad Abbadia San Salvatore Venerdì passato, proseguita nella mattinata di Sabato e successivamente con la visita al sito minerario di Abbadia e l’inaugurazione ufficiale del  nuovo Museo Multimediale “I Luoghi del Mercurio”, questa mattina, a chiusura della tre giorni amiatina, si è svolta un’interessante visita dei partecipanti al villaggio minerario del Siele, uno dei siti del Parco.
Ad accompagnare, i presenti, tutti i Sindaci del versante grossetano e senese dei comuni facenti parte del Parco, dei Presidenti delle Unioni dei Comuni e di quello del Consiglio Regionale, Eugenio Giani, i membri dell’associazione “Ex minatori del Siele ed Argus di Piancastagnaio”, che, da anni, offrono il loro prezioso contributo di volontariato nel Villaggio, accompagnando i numerosi gruppi, gite e scolaresche in visita a questi straordinari luoghi della memoria.

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Una memoria, che parte proprio, da quella che era la grande galleria Emilia, un luogo che gli anziani minatori ancora vivi, non potranno mai dimenticare. Una visita molto semplice, dove gli occhi e le poche parole, quelle dei vecchi minatori “Peppinello”, Fulvio, Rino, Sergio, Bino ed altri, hanno voluto raccontare la loro storia, quella vissuta fino al 1976, anno della grande crisi del mercurio e la conseguente fine con la chiusura della miniera e l’abbandono del Villaggio. Un percorso che parte dai pozzi, arriva alla galleria, scende verso i forni dove il materiale, il cinabro, veniva cotto ad alte temperature, per poi, dopo il processo di lavorazione, divenire mercurio. E poi, ancora, l’officina, l’infermeria, la Cappella dove, ogni mattina, prima di scendere nel ventre della terra, tanti minatori si raccoglievano per chiedere protezione, per loro e per i propri cari, lasciati presto al mattino, non sapendo mai se avrebbe fatto ritorno a casa, visti i numerosi pericoli della miniera e gli incidenti sempre in agguato. Ed ancora, la grande villa direzionale, dove si decidevano le sorti e si programmavano le attività e dove, tante persone, si recavano, con la speranza di avere un posto in miniera per un proprio caro, un marito, un figlio, un nipote.
Tutto questo, ricordato con grande lucidità e commozione, da parte degli ex operai, con grande rispetto per coloro che hanno lottato per un pezzo di pane, affrontando enormi sacrifici, a cominciare da quei minatori, che  hanno lavorato in condizioni avverse facendo turni massacranti, con altrettante ore di stanchezza, per poter ritornare alla propria casa dalla famiglia, magari dopo aver percorso, 13 o 14 chilometri a piedi. Tutto questo, per non dimenticare e dare un senso ad una storia, che ha coinvolto una  montagna intera.

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