Piancastagnaio. La sorella di una collaboratrice domestica romena, deceduta nel terremoto di Amatrice

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 01/09/2016
La notizia era giunta sull’Amiata Sabato 24 Agosto da parte di una nipote della collaboratrice domestica

Abbiamo atteso volutamente alcuni giorni, nel rispetto degli eventi e delle vittime del disastro provocato dal sisma nel Lazio, Marche e Umbria. Tra queste, anche diversi lavoratori stranieri, di cui sedici, deceduti tra Amatrice ed Accumoli, nel reatino.
Vi raccontiamo oggi, a una settimana di distanza, dopo il saluto commosso dei funerali di Stato a chi non è più tra noi, della telefonata, arrivata nella tarda serata di Sabato passato (24 Agosto), a una collaboratrice domestica, operante a Piancastagnaio, al servizio di un’anziana vedova nel nostro centro storico.
Una telefonata drammatica, proveniente da uno dei tanti paesi dell’Est europeo, la Romania; era una  nipote, che avvertiva la zia che tra i morti recuperati ad Amatrice, c’era anche la sorella della badante di Piancastagnaio. La ragazza avvertiva che la salma era stata riconosciuta dal fratello della stessa lavoratrice pianese e che erano già state avviate le pratiche per il trasporto della salma nel paese di origine, la Romania.
Grande il dolore di questa donna, che ricordava come la sorella, si trovava da un mese ad Amatrice, per sostituire un’altra donna, rientrata in patria, per alcuni giorni di ferie.

Avremmo voluto parlare più approfonditamente con questa signora che lavora a Piancastagnaio, ma il rispetto per il suo dolore e la comprensibile disperazione per un destino così drammatico, ci ha spinto a rispettare la volontà di questa residente e lavoratrice pianese, di non riportare il nome e il suo conforto.
Non è la prima volta che Amiatanews si trova ad affrontare situazioni disperate; la scelta è sempre stata quella di mettere da parte approfondimenti eccessivi che vadano, in momenti così particolari, ad aumentare il senso del dispiacere e dello sconforto. Riportiamo dunque la notizia, com’è giusto fare nello svolgimento di una normale attività di un organo di informazione, scegliendo, dunque di farlo, alcune ore dopo l’ultimo saluto alle centinaia di vittime di ogni età, di un terremoto che ha sconvolto non solo l’Italia, ma che ha avuto ripercussioni internazionali. Una tragedia, dove hanno trovato la morte, anche tanti cittadini extracomunitari o stranieri che lavoravano in quelle terre.
Il Vescovo di Rieti, Domenico Pompili, all’inizio della celebrazione delle esequiale per le vittime del terremoto in quel di Amatrice e Accumoli, ha scandito il nome di ognuna di loro. Nella parte finale della cerimonia, durante i Dacian_Ciolossaluti e ringraziamenti alle autorità presenti, ha ringraziato i responsabili delle altre comunità religiose presenti in Italia, giunti per prendere parte a quel funerale, dove sono stati coinvolti diversi cittadini stranieri, tanti dei quali lavoratori nell’ambito della pastorizia e della campagna, attività prevalenti nel territorio del reatino. Il rappresentante della Chiesa Ortodossa, ha testimoniato con la sua presenza, la vicinanza ai fratelli e sorelle romene delle 17 vittime del terremoto, di cui 11 ad Amatrice. Presente alla cerimonia, per l’estremo saluto anche il premier romeno Dacia Caolos
La vicenda che ha coinvolto da vicino la badante pianese, ci spinge a rendere omaggio a coloro che sono giunti in Italia, con il sogno di un futuro migliore, magari piegandosi, nel cercare lavoro, a situazioni di forte umiliazione, lasciando affetti, famiglia, figli e cari lontano da casa.

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