Piancastagnaio. Ciao Giampiero… un grande amico dal sorriso spentosi troppo in fretta.

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 14/10/2016
Il mio ricordo per una cara persona, disponibile e amante della vita, dei cavalli, della natura e della gente

Mentre scrivo questi pensieri, vado al cellulare, riguardando con tristezza il messaggio che gli inviai qualche giorno dopo il suo matrimonio con Barbara. Un paio d’ore ed era arrivata la sua  risposta: “Grazie Peppe, ci vediamo presto.”

Purtroppo, quel vedersi presto, era quasi un triste e melanconico saluto; Giampiero, Piero per gli amici, “Sorriso” nome d’arte di fantino, stava iniziando l’ultimo percorso della sua vita, vinto ormai da un male inesorabile, che si portava dietro da anni. Piero, conosciuto per il suo grande amore per i cavalli, che aveva tradotto in tante iniziative, ancora con un velato accento umbro-aretino, sebbene ormai fosse un “pianese doc” a tutti gli effetti, oltre all’amore per i cavalli, aveva tante cose in cui si era integrato con la gente di queste parti. Lo voglio ricordare, come persona buona, semplice, generosa. Tante mattine, inizi di giornata, lo trovavi al bar, prima di recarsi su, alla Conserva, dove accudiva i cavalli; c’era sempre la battuta, lo scherzo, tra un sorso di caffè e il commento alla notizia  del quotidiano appena arrivato. Il bello è, che lui, andava via per primo e quando arrivavi a pagare, il tuo caffè era sempre offerto da lui e  non c’era verso di  ricambiare.

Piero, amava Piancastagnaio e tutte quelle iniziative che fanno bene alla comunità, specie nei momenti di  festa. Lo ricordo, nei primi anni della ricostituzione del “Comitato di San Filippo Neri”, così, come lo ricordo durante alcune riunioni, dove si parlava e si discuteva del paese e delle sue iniziative. E poi, c’era il Venerdì Santo con la sacra e sentita processione. Ci teneva moltissimo, a mantenere unito quel gruppetto di giovani, che indossavano i costumi degli antichi romani, per scortare i tre uomini  scalzi che portavano le grandi croci di legno. Ricordo gli incontri nella canonica della Parrocchia e come si agitava preoccupato se i costumi non arrivavano per tempo; ancora, la “partaccia” che mi fece, allorquando non si era ancora arrivati ad ordinare i costumi da noleggiare per la la processione. Ma Giampiero, è stato un uomo sempre vicino ai lavoratori e ai propri colleghi. Non posso non ricordare, proprio in quest’anno così difficile per il fallimento dell’azienda, il suo impegno nelle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) in Floramiata.

Beh, che dire, troppo spesso, chi scrive, deve fare i conti con le persone che ci lasciano; per tanti motivi forse si rischia di divenire ironici ed abituali, creando mentalmente, come del resto si fa nelle redazioni giornalistiche, in appositi archivi, i cosiddetti “coccodrilli”, pezzi già preparati, in caso di necessità. Ma, quando una persona amica ci lascia, una persona che ha fatto parte della tua storia personale, scrivi, ma ogni riga è come un macigno che ti appesantisce il cuore e l’anima.
Giampiero, lo vorrei ricordare e magari immaginare così: pensate a quelle giornate belle di inizio primavera, magari con il vento che porta via le nuvole pazze. A volte le candide nuvole, disegnano tante forme che noi guardiamo a bocca aperta. E dico fra me: “Quando vedrò una nuvola, magari a forma di cavallo, alzando gli occhi, penserò al mio amico “Sorriso”, e  mi piacerà di più, immaginarlo in sella a  un bianco cavallo alato, nelle verdi praterie del cielo, dove attorniato da Santi e beati del paradiso, insegna loro la nobile arte equestre, amore, senso e fine della sua troppo breve vita. Ciao.

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