Piancastagnaio. 25 anni fa, Padre Vincenzo lasciava per sempre la comunità

Amiatanews (G. Serafini): Piancastagnaio 22/07/2015
Il 22 Luglio del 1990, il “Frate” dei Carmelitani Scalzi, moriva all’ospedale di Abbadi S. Salvatore.
Il ricordo di “Vincenzo”, per sempre rimasto sull’Amiata.

Il 22 luglio 1990, verso le ore 15,30 di una calda domenica di luglio, Padre Vincenzo di Stefano, frate Carmelitano del convento della Madonna di San Pietro a Piancastagnaio, improvvisamente moriva lasciando nel dolore un intero paese, e, soprattutto un’intera generazione, oggi fatta di genitori e nonni, di giovani che avevano vissuto all’ombra del “campanile”, una bellissima storia di amicizia ed esperienza cristiana, guidata da questo religioso, ancora oggi ricordato ed amato.
madonn-san-pietroVincenzo, come affettuosamente veniva chiamato dai suoi parrocchiani e ragazzi, era giunto a Piancastagnaio nel 1975 dopo due anni di apostolato a Firenze  nella Parrocchia di Casellina.
Entrato giovanissimo nel Convento della Madonnina di Capannori, Lucca, aveva compiuto gli studi teologici fino alla ordinazione sacerdotale e la professione solenne come Carmelitano Scalzo.
La sua venuta a Piancastagnaio, nel Luglio del 1975, divenne , un momento di grande riavvicinamento, nel segno di una bella amicizia con tanti ragazzi e ragazze, adolescenti del paese, che iniziarono un cammino di partecipazione ecclesiale e parrocchiale; la maggior parte di loro risiedeva nella parte nuova del paese, dove era nata, anni prima, la Parrocchia di San Francesco, il Convento.
Dotato di una forte spiritualità, il religioso, ebbe il dono di dirigere spiritualmente molte anime, ricomponendo tante situazioni familiari e personali lacerate e sul punto di una rottura irreparabile.
Seppe formare una schiera di giovani catechisti, prendendo spunto dalle nuove istanze conciliari, aggiornandosi continuamente su tematiche importanti riguardanti la famiglia ed il mondo giovanile, curando la Pastorale liturgica e la spiegazione nelle omelie domenicali e quotidiane.
Padre Vincenzo, era nato in Abruzzo, ed era rimasto privo della mamma giovanissimo. La famiglia si era trasferita a Marina di Grosseto, inserita in uno dei  progetti poderali dell’allora piano Ente Maremma. Insegnante per diversi anni presso le scuole medie di Abbadia San Salvatore, ebbe con il corpo insegnante ed i superiori, un grande rapporto umano e collaborativo. Padre Vincenzo ebbe, purtroppo una salute, specie negli ultimi anni di permanenza a Piancastagnaio, molto cagionevole e spesso fu ricoverato negli ospedali di Siena ed Abbadia.
Di quella triste domenica di 25 fa, vogliamo ricordare la sua ultima Messa con i giovani, nella mattinata, seguita dal saluto ad un gruppo di anziani sotto il convento mentre giocavano a bocce; il suo sorriso nella solennità della morte all’ospedale di Abbadia S. Salvatore.
I funerali, che si tennero due giorni dopo e videro la presenza di un paese intero nella Chiesa del Convento, furono il riconoscimento di affetto ad una persona buona e umana.
Padre Vincenzo, per sua volontà, fu sepolto a Piancastagnaio. La sua tomba per anni è stata meta di silenziosa preghiera. Ancora oggi, per volontà di un gruppo di amici, i suoi resti mortali sono stati composti in un piccolo loculo nel cimitero di Piancastagnaio. Il  “frate”, come da sempre è chiamato, non ha voluto lasciare questo paese che ha amato ricevendo profondo amore.

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