Opere e giorni del Signore. XXII^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 02/09/2017
Opere e giorni del Signore. XXII^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

… Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua»… (Mt 16, 21-27)

In quel tempo, 21Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. 22Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». 23Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
24Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 25Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. 26Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? 27Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».


Nel brano evangelico di Matteo, proclamato domenica scorsa, avevamo ascoltato l’elogio pubblico fatto da Gesú a Pietro, il quale aveva spontaneamente riconosciuto la divinità del Cristo e il suo discendere da Dio suo Padre. Avevamo anche accennato, come “importanza” di Pietro, di fronte agli altri undici, sarebbe stata di breve durata, in quanto, il Signore, qualche istante dopo, lo avrebbe richiamato a stare “con i piedi per terra”, evitando discorsi più grossi di lui. Oggi, è il proseguo di Matteo cap. 16,13-20, in cui Gesú tiene il discorso sulla sequela, il filo portante del Vangelo di Matteo, un Vangelo scritto come insegnamento alla sua comunità la quale si deve mettere in cammino dietro al suo maestro, accettandone vicissitudini e sacrifici in vista di un bene più grande. Ed è proprio Pietro che, stavolta, parla, non più animato da uno spirito genuino e semplice, ma con un grande invito verso il Cristo a non fare quel tremendo passo verso la Croce, per cui è venuto. Un Pietro, tentato da Satana, il Maligno, il quale sarà di scandalo e tentazione fino al momento supremo del sacrificio. La Croce, che deve diventare strumento di salvezza per ognuno di noi, se vogliamo partecipare alla gloria della risurrezzione; la Croce, con cui il Cristiano misura la propria esistenza e che “non manca mai a nessuno”, come si usa dire, specialmente agli anziani. La vita, seppur tanto breve, deve fare i conti, con gioie e dolori che, affrontati Cristianamente, diventano valori sui cui si può vivere ogni giorno. È questa la nostra meta per camminare sulla strada del regno promessoci da Gesú che ci invita a non scansare la croce.


Preghiera
O Croce gloriosa del nostro Signore Gesú, insegnaci a valutare il senso della nostra vita, dei nostri giorni, delle nostre sofferenze, delle nostre gioie, per essere degni di raggiungere la nostra meta. Amen

Lascia un commento