“Opere e giorni del Signore”. V^ Domenica del Tempo Ordinario (B)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 03/02/2018
“Opere e giorni del Signore”. V^ Domenica del Tempo Ordinario (B)

..Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva..  (Mc, 1,29-39)

29E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. 30La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
32Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 33Tutta la città era riunita davanti alla porta. 34Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
35Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. 36Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. 37Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». 38Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». 39E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.


Presentando il testo del Vangelo di Marco, fin dall’inizio di questo anno liturgico, ne abbiamo specificato la principale peculiarità e il senso prettamente spirituale che si concretizza in un messaggio essenziale rivolto ad una comunità in ricerca e, quanto mai, rivolto a noi, Cristiani di oggi, che dobbiamo ripartire dalla sempre nuova realtà, quella di un Dio incarnato nel proprio Figlio Gesù, datore di salvezza universale. Una salvezza, non solo interiore, ma tesa a sollevare le sorti dell’uomo nella sua miseria, non sempre apparentemente spirituale. Gesù esercita un proprio “ministero di guarigione”. È infaticabile, non si accontenta di soli gesti, clamorosi agli occhi della gente che lo cerca, perché vuole il solo bene materiale.
Il Figlio di Dio, come aveva ben profetizzato Isaia, nel capitolo 61 del suo testo, è sceso sulla terra per portare ai miseri “un annuncio di salvezza, per sanare le piaghe dei miseri, per ridare libertà agli oppressi.” È questa la grande lezione che ci viene oggi dal Vangelo di Marco; un brano molto bello, dove troviamo Gesù, che non come un falso guaritore o mago del suo tempo, risana (proprio la suocera di Pietro con la febbre guarita, sperimenta questa grazia da parte del Signore), scaccia i demoni, dona quel sacramento di vita interiore che la sua parola di consolazione.
Gesù, però, essendo in comunione continua con il Padre, non cessa mai di confrontarsi con lui nella preghiera costante. È un filo diretto, che non verrà mai meno, anche quando i suoi occhi si chiuderanno nell’apparente morte di Croce. Quella Croce, che egli santificherà, avendola prima vista presente nei mali dell’umanità in cerca di salvezza. Una umanità di cui egli ha avuto compassione fino alle lacrime.


Preghiera
Tu solo Signore hai compassione dei fratelli che sono nella sofferenza. Tu solo sei il buon Samaritano, che versa l’olio della salvezza e il vino della gioia, nelle ferite della nostra anima. Dacci sempre di questa consolazione, con lo sguardo rivolto a te, che sei venuto per fasciare le piaghe e guarire i cuori spezzati.  Amen

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