Opere e giorni del Signore. Seconda Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 19/01/2019
Seconda Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

…a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui….  (Gv 2,1-11)

In quel tempo, 1vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». 4E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». 5Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
6Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. 7E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. 8Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. 9Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo 10e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
11Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.


Cana di Galilea, dove Gesù dette inizio al suo Ministero. Oggi, la liturgia della Parola, ci mette di fronte al grande mistero di Dio che sposa nuovamente l’umanità, proprio attraverso l’episodio delle nozze miracolose, dove, il Signore, invitato assieme alla Madre, si rende partecipe di segni miracolosi per manifestare la sua presenza nel mondo e la sua gloria, guardando a quello scenario futuro che sarà la sua ora di morte e risurrezione.
L’ evangelista Giovanni, nel suo misterioso ripercorre gli anni che accompagnano la vita di Cristo, attraverso il racconto di questa festa nuziale e il dramma che si consuma con il vino che manca improvvisamente, mette in guardia dal vivere una vita cristiana senza la gioia e la fiducia nel presente.
La festa, appena cominciata, poteva già essere finita, come riprendendo, in parte, le parole di una celebre canzone del grande cantautore istriano Sergio Endrigo. Gesù, non vuol far cadere nella tristezza il momento più bello di due giovani sposi. Il miracolo delle  nozze di Cana, il primo “segno” operato da Gesù, ci chiama a essere portatori di gioia dove incombe la tristezza, ci invita a trasformare ogni giorno la nostra vita, a cambiare le nostre scelte in virtù dell’amore che solo allieta l’esistenza umana e a essere vicini ai fratelli feriti dalla vita e dal dolore, per versare l’olio della consolazione sulle ferite del mondo dando loro il vino della gioia a chi vive nelle tenebre e nell’angoscia


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