Opere e giorni del Signore. XXXIV^ Domenica (A): Solennità di nostro Signore, Re dell’Universo

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 25/11/2017
Opere e giorni del Signore. XXXIV^ Domenica (A): Solennità  di nostro Signore, Re dell’Universo

«…In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me…

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 31Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. 37Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. 40E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. 41Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. 44Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. 45Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. 46E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».


La solennità liturgica di Gesù Cristo, Re dell’universo, chiude l’anno “pastorale della Chiesa”, riconsegnando simbolicamente al Signore, tutti gli atti, i misteri celebrati e vissuti e riconoscendolo come unico “kiryos”, “pantocratore”, essenza dell’universo da cui tutto procede ed ha fine.
In lui, come  ci ricorda l’apostolo Paolo nel bellissimo “Inno agli Efesini”,  il disegno di ricapitolare tutte le cose, si realizza pienamente. Re del mondo e della storia, Signore dell’universo, “a cui appartengono i secoli e che è eternamente vivo ieri, oggi, domani; alfa e omega, principio e fine (Rito del lucernario nella Veglia pasquale).
La solennità di Cristo Re dell’universo, venne istituita dal Pontefice Pio XI°, con l’enciclica “Quas Primas”, promulgata 11 Dicembre di quello stesso anno. Il Papa, affermava nella lettera rivolta a tutti i  Cristiani: “E perché più abbondanti siano i desiderati frutti e durino più stabilmente nella società umana, è necessario che venga divulgata la cognizione della regalità divina di  nostro Signore Gesù Cristo quanto più è possibile. Al quale scopo ci sembra necessario istituire apposita solennità da celebrarsi nella Chiesa.”
Oggi, dunque, la nostra meditazione e il nostro sguardo, non possono non essere rivolti a colui che regna,  ma il suo trono e’ una croce divenuta salvezza per il mondo intero. Nello stesso momento, la nostra contemplazione, deve divenire un atto di ringraziamento per aver conservato la fede anche al termine di questo anno liturgico, attraverso le battaglie della vita


Preghiera
Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito, al Dio che è, che regna nel mondo e che  ritornerà secondo la sua promessa per instaurare un  mondo nuovo, dove non esisteranno più cieli e terra, ma  tutto  sarà vissuto nell’amore e nella pace. Amen

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