Opere e giorni del Signore. XXXIII^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 18/11/2017
Opere e giorni del Signore. XXXIII^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

«…Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: 14Avverrà infatti come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. 15A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito 16colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. 17Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. 18Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. 19Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. 20Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. 21“Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. 22Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. 23“Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. 24Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. 25Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. 26Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse.28Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 29Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. 30E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.


Cari amici, facciamo nostre oggi le parole del Signore “Quando il figlio dell’uomo tornerà sulla terra, troverà ancora la fede?” Si, perché, al termine di un altro anno liturgico, è proprio questo il punto centrale di tutto il nostro agire e parlare da e come Cristiani, cioè i seguaci di una persona reale, in carne e spirito, che continua a segnare la storia dell’umanità.
La parabola dei talenti di Matteo, che conclude il ciclo di queste settimane, in cui abbiamo meditato  la grande “parusia finale”, il ritorno glorioso del Signore alla fine dei tempi, non può che chiudere  anche l’ultimo anno della trilogia evangelica che abbiamo iniziato a riflettere tre anni fa ogni domenica sulle pagine di Amiatanews.
Personalmente ringrazio il Signore, che mi ha dato la possibilità, nonostante i miei tanti limiti, di ritrovarmi  ogni sabato mattina all’alba, nella solitudine della mia camera o in qualche altra situazione che la vita mi ha portato, a condividere la parola con voi, dandomi e dandovi la possibilità di fermarsi un momento, ascoltare quello che lo spirito suggerisce e riflettere, anche per un solo attimo, sul grande dono di Dio, il Figlio Gesù, fatto carne, parola vivente che solo può salvarci e condurci alla vita eterna.
Ed è la sua Parola, che a ognuno di noi viene donata come un piccolo talento da far fruttificare, da far cioè crescere e donare agli altri, come una proposta di amore. Un amore su cui siamo invitati a spendere ogni attimo della nostra vita. Tenerlo solo per noi, sarebbe un atto di egoismo, cui dovremo  rendere conto al Signore quando ritornerà nel giudizio finale.
Come sempre, alla fine di questo anno liturgico, vorrei ringraziarvi tutti personalmente per avere incoraggiato e condiviso questo cammino,  come non posso fare a meno di ringraziare Marco Conti che ha permesso la nascita di questa rubrica domenicale.
Viviamo perciò consapevoli che la Parola di Dio, opera sempre, dando i suoi frutti.


Preghiera
“Vieni Signore Gesu”. Amen ( cfr Apocalisse di Giovanni apostolo)

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