Opere e giorni del Signore. XXXII^ Domenica del Tempo Ordinario (B)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 10/11/2018
Opere e giorni del Signore. XXXI^ Domenica del Tempo Ordinario (B)

«…Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere»  (Mc 12, 38-44)

38Diceva loro nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, 39avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. 40Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
41Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. 42Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. 43Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. 44Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».


Una canzone di successo di qualche anno fa, aveva come motivo centrale il tema della solidarietà, con  l’invito a “dare di più senza essere eroi”.
Il brano del Vangelo di oggi, tratto dal capitolo 12 di Marco, versetti 38-44, ci mostra il coraggio e la dignità di una povera vedova, che, a differenza di bigotti, ipocriti e grandi maestri di vanità, mette a rischio la propria sostenibilità di vita, offrendo tutto il suo avere. Mette a rischio la propria vita, in quanto, proprio quella categoria, che  portava il nome di “vedove”, le quali, essendo rimaste sole non avevano un ruolo nella società ebraica così come gli orfani.
Commentando la Parola di Dio di oggi, dobbiamo fare riferimento alla prima lettura, tratta dal primo libro dei Re, capitolo 17, versetti 10-16, dov’è ben presente la figura di una povera vedova con l’unico figlio, il quale, alla richiesta del profeta Elia, mette a disposizione tutto quello che ha, un po’ di farina e un goccio di olio, per fare una focaccia da consumare con il figlio, mettendo anche qui la propria vita a rischio, ma dando con generosità quel poco di avere, ricevendo il centuplo del suo dono. Il Signore, ci invita a donare con gioia. E nello stesso momento, riempie la nostra vita di doni, che sono i frutti di un amore condiviso e raccolto. Come per quella bella canzone citata in apertura, “Si può dare di più”, si può amare di più, senza apparire e farsi notare. Solo il Signore, che vede e sa, ci potrà ricompensare nel segreto del mostro cuore


Preghiera
Signore, dacci la capacità di condividere quello che abbiamo con i nostri fratelli, ben sapendo che quello che abbiamo in più non ci appartiene; solo nella solidarietà e nella fraternità noi possiamo essere veri figli e amici tuoi. Amen

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