Opere e giorni del Signore. XXXI^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 04/11/2017
Opere e giorni del Signore. XXXI^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

«…Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato

In quel tempo, 1Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli 2dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. 4Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. 5Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, 7dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.

8Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. 9E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. 10E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. 11Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; 12chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato.


Uno dei rischi in cui il Cristiano può facilmente cadere, è quello di avere in mano “la verita’ assoluta”, quando questa è Cristo e il suo stile di vita. Quando l’esempio di vita, la sobrietà l’accontentarsi dell’essenziale vengono meno, viene meno anche la fedeltà al Vangelo e, soprattutto viene meno la sequela al Signore Gesù.
Lo stesso Signore, ci mette bene in guardia dai falsi adoratori di Dio, di ieri (lacasta sacerdotale che opprimeva il popolo di Israele, con la giustificazione di essere sopra agli altri) e di oggi (una Chiesa che in più occasioni non sa rinunciare agli agi, ai profitti economici, spesso predicando bene e razzolando male…). Gli stessi appellativi e titoli onorifici di cui uomini di Chiesa vengono chiamati, sono lontani dal vero significato; Gesù, non a caso, nel Padre Nostro, insegnato ai discepoli, inizia proprio la preghiera dando alla parola “Padre” tutto il rispetto e l’amore possibile. Cari amici, non smetteremo mai di ringraziare il Signore per gli esempi che ci dà quotidianamente, soprattutto non smetteremo mai di ringraziarlo per il dono della sua vita condivisa con l’umanità, una vita coerente, povera e umile, che certamente era ed è nello stile del Figlio di Dio: uno stile ed una coerenza vissuta in pieno.


Preghiera
Donaci o Padre di vivere la nostra esistenza coerenti come te. Non ci fare cadere nell’ipocrisia, nel facile giudizio, nei troppi fardelli che scarichiamo sugli altri, non curandoci del bene che potremmo fare ai fratelli e alle sorelle bisognosi e che non facciamo. Amen

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