Opere e giorni del Signore. XXIV^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 16/09/2017
Opere e giorni del Signore. XXIV^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

… «E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi… » (Mt 18, 21-35)

In quel tempo, 21Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». 22E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. 23Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. 24Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. 25Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. 26Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”.  27Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. 28Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. 29Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. 30Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. 31Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. 32Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. 33Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. 34Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.35Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».


La misura con cui Dio ci ama, non è la nostra “misura”. Il cuore di Dio, è talmente misericordioso, che non può fare a meno del nostro sguardo nei suoi occhi per farci  prendere coscienza dei nostri sbagli e riprendere la via del cammino verso di lui.
La parabola del servo malvagio, ci mette in guardia dai nostri atteggiamenti verso i fratelli. Il pericolo, infatti, è sempre quello di essere deboli con i più forti e forti con i più deboli, specialmente con chi nella vita non sembra contare niente. Anzi, se diviene ostacolo ai nostri  progetti, allora diventa un problema da risolvere, a volte anche con violenza.
Gesù ci insegna a perdonare senza condizione. La cifra simbolica di sette volte, cifra che nella cultura ebraica significa la pienezza di tutto, sta a indicare che la via del perdono reciproco è illimitata e senza fine.
Oggi, parlare di perdono , significa scontrarsi con le realtà più tragiche in un mondo che sembra impazzito. Si fa  presto a parlare di perdono, quando la cronaca ci propina attraverso i mass media, delitti e crudeltà di ogni genere. Il Signore non ci chiede di usare l’arma del perdono senza prima aver aperto il cuore alla sua volontà; ci chiede di percorrere un cammino interiore per poter dire all’altro, a chi ci ha provocato dolore e sofferenza “coraggio ti perdono”, così come noi abbiamo sempre bisogno di essere perdonati dal Padre celeste che è nei cieli.
Solo camminando sulla via della riconciliazione Cristiana, arriveremo a comprendere la ricchezza del perdono sia nei nostri confronti, sia nei confronti dei fratelli e delle sorelle che abbiamo fatto soffrire. Solo allora capiremo che non esiste la misura simbolica di “settanta volte sette”, che Pietro ingenuamente ha posto come domanda a Gesù; attraverso l’adesione alla Sua vita, possiamo arrivare a perdonare tutti come lui ha fatto sulla croce.


Preghiera
O Signore, insegnaci a perdonare senza misura, senza condizioni umane, senza costrizioni, così da essere veri figli dell’ amore umile e disinteressato che tutto spera e tutto ama. Amen

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