Redazione: “Opere e giorni del Signore”: XXI^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 20/08/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XX^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

«…Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno…» (Lc, 13, 22-30)

In quel tempo, Gesù 22passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. 23Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: 24«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. 25Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. 26Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. 27Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. 28Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. 29Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. 30Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».


Alcune settimane fa, nella  splendida cornice dell’Abbazia del Santissimo Salvatore in Abbadia San Salvatore, il Vescovo di Chiusi, Montepulciano, Pienza, con un rito emozionante, ha aperto, per volontà del Papa Francesco, una delle Porte Sante, come cammino giubilare, in questo anno Santo della  Misericordia. L’atto più significativo, dopo l’apertura, è stato il passaggio, in una simbolica via di riconciliazione e conversione personale. Uno dei momenti, che non potrò mai dimenticare, è stato il silenzio ed il raccoglimento del Vescovo Stefano Manetti, prima di passare la porta Santa.

Oggi, Gesù, ci parla di un passaggio, attraverso la porta della sua vita. Ma quel passaggio, come ci dice, è molto stretto e può essere attraversato solo con  le prerogative dell’amore.
I cristiani, hanno tutti una necessità di purificarsi dalle scorie del male e della propria negatività di vita. Anche la Chiesa, soprattutto, per essere fedele al suo Signore, deve fare “metanoia”,  cioè cambiare vita, attraversare quella via per arrivare al regno. E poi, il Signore, oggi ci dice un’altra cosa importante, quella che il suo amore, non è soltanto per un gruppo sparuto di persone.
Già il profeta Isaia, in una sua celebre profezia, parla di un futuro banchetto alla fine del mondo, in cui saranno presenti tutti i popoli della terra, senza divisioni, personalismi, cariche pubbliche o altro. Dio, come scriveva Paolo, ha scelto nel mondo quello che è più fragile, quello che è “spazzatura”. La porta dunque, è il simbolo, di un amore accogliente, di una disponibilità eterna. Ma non dimentichiamoci, però, che le sue  misure sono misure di amore, di giustizia, di riconciliazione. Sta a noi, vivere nella misericordia e sforzarci di vivere queste caratteristiche, che solo rappresentano il lascia passare per condurci alla festa eterna del cielo, dove il Signore ci aspetta.


Preghiera
Sei tu Signore la porta che ci conduce al Padre. In te, attraversiamo le vicende di questo mondo, con la sicura speranza, di ritrovarci nel tuo Regno, quello che per primo hai promesso al buon ladrone, sulla Croce. Fa’ che ti possiamo riconoscere, nei fratelli bisognosi di amore e dacci la certezza che solo amando, possiamo attraversare la via stretta del Vangelo, per esserti accanto per l’eternità. Amen.

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