Opere e giorni del Signore. XX^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 19/08/2017 
Opere e giorni del Signore. XX^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini» (Mt 15, 21-28)

In quel tempo, 21partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. 22Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». 23Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». 24Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». 25Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». 26Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». 27«È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.


Una delle forme di preghiera che la tradizione ortodossa ci ha tramandato, divenuta patrimonio di tutto il Cristianesimo, è la cosiddetta “preghiera del cuore”, un insegnamento che vede partecipe di questa orazione semplice e profonda tutto l’essere umano, che si riconosce nella invocazione evangelica: “Signore , abbi pietà di me che sono un peccatore.”. E’ questo, il grido di aiuto che troviamo spesso nei vangeli da parte di persone umili e bisognose di ricevere  il conforto di Gesù. Nel caso del testo di questa domenica, è la donna cananea, che si  rivolge al Signore, mettendo i suoi occhi in quelli di Gesù, lo stesso che entra  nella terra pagana, perché è stato inviato a tutte le genti.
Il dialogo con la donna cananea, è certamente uno dei più belli che troviamo nel Vangelo di Matteo di questa domenica. Ci  ricorda, l’altro episodio, della donna emorroissa, il cui coraggio, la porta  a toccare il mantello di Gesù con una fede grande ed una intuizione straordinaria. La lezione di queste due donne, deve spingerci ad accostarci al Signore con umiltà, ma anche con fede vera, perché sappiamo che ogni nostra richiesta, sarà esaudita nel segno della misericordia. Non esistono infatti, per il Signore uomini di serie “a” o “b”; tutti siamo chiamati  a condividere il suo amore, spezzando il pane della fraternità.


Preghiera
Signore, abbi pietà di noi e nell’ora dello sconforto, del dolore, del peccato non ci abbandonare, ma chiamaci come tuoi commensali al banchetto del tuo amore. Amen

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