“Opere e giorni del Signore”: VIII^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 25/02/2017
“Opere e giorni del Signore”: VIII^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

«.. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena. (Mt 6, 24-34)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: 24Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
25Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? 26Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? 27E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? 28E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. 29Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? 31Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. 32Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. 33Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena.


I grandi Santi del nostro tempo moderno, (penso a Madre Teresa di Calcutta, Free Roger Schutz fondatore della  Comunità ecumenica di Taizé, ad Abbé Pierre, che Piancastagnaio ebbe il privilegio di avere come significativo ospite a nel 1996, si sono sempre affidati ad una bella filosofia di amore, che  si è espressa nella “dinamica del provvisorio”, cioè avere da Dio e dal suo meraviglioso creato, tutto il necessario per vivere la vita terrena. Niente di più, ma l’accontentarsi delle opere del creato, il benedire il tempo e le situazioni, fare della propria povertà anche esteriore, una lode all’altissimo con ringraziamento e dignità
Oggi, il Signore, ci dà una bella lezione di umiltà, mettendoci in guardia, allo stesso tempo, sull’effimero di  quanto, giorno dopo giorno, cerchiamo con ripetuta ossessione. Ci avverte anche che il dolore, le sofferenze, le contraddizioni, non ci sono negate perché non sappiamo e non possiamo essere padroni dell’attimo fuggente.
Penso a Francesco, il poverello di Assisi, che con suo il “Cantico delle creature”, loda le meraviglie del creato e i suoi figli, che sono parte integrante del grande progetto di Dio quando creò il mondo dal nulla. E allora penso all’effimero scorrere dei nostri giorni, dei nostri anni, della nostra vita, che non vede più le meraviglie dell’universo e che diventa cieco di fronte alla bellezza di un tramonto, ai colori di un autunno, al risveglio della primavera, alla solennità dell’inverno e all’esplosione della vita in estate. E mi ripeto, condividendo questa riflessione con voi: “O Signore Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra, il tuo nome glorioso che hai impresso in tutte le bellezze che i nostri occhi vedono. Grazie Signore per i tanti dono che ci fai e perdonaci se il nostro egoismo non ci permette di apprezzarli.”


Preghiera
Ti ringraziamo Signore  per tutte le cose belle che hai messo nelle nostre mani: aiutaci a valorizzarle, a saperle apprezzare, a  riconoscerle compagne della nostra vita, tu che sei amante della nostra vita e ami tutte le tue creature con amore grande e infinito. Amen

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