“Opere e giorni del Signore”. Solennità di Pentecoste (B)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 19/05/2018
“Opere e giorni del Signore”. Solennità di Pentecoste (B)

… «Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità…» (Gv 15, 26-27; 16, 12-15)

26Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; 27e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.


“Oh grande Spirito la cui voce odo nel Vento ed il cui respiro muove tutto il mondo, ascoltami! Io sono piccolo e fragile e ho bisogno della tua forza e della tua saggezza.”
Questa  meravigliosa invocazione allo Spirito, attribuita al capo indiano Sioux Yellow Lark, ci invita oggi ad entrare in quella solennità che è la Pentecoste, ovvero,  la memoria del grande dono delle lingue di fuoco sugli apostoli e Maria riuniti nel cenacolo di Gerusalemme, la prima  Chiesa in  cui Gesù istituì l’Eucarestia, segno della Comunità nascente.
Lo Spirito di Dio, che secondo la Genesi, fin dagli inizi della creazione, aleggiava nel mondo, segno della presenza divina. Ed è quello Spirito, senza la cui forza, nulla è nell’uomo, così come ci dice l’antica sequenza che sentiremo leggere in queste celebrazioni Eucaristiche. E nel Credo, giustamente, diciamo dello Spirito che è Signore e dà la vita, perché, in principio, era questa vita di grazia. Lo Spirito che si manifesta nelle opere di grazia e nell’intelligenza creativa di ogni uomo; che pervade l’universo e che è per ognuno linfa vitale che accompagna lungo i percorsi dell’esistenza.

Siamo nella settimana che precede la festa di San Filippo Neri, il Santo compatrono di Piancastagnaio. Di questo Santo, vissuto verso la metà del 1500, il grande biografo cardinale Baronio, scrisse che ebbe impresso nel proprio cuore il sigillo dello spirito Santo, come un dardo infuocato, fuoco che arse dentro di lui per tutta la sua lunga vita e che ebbe, come segno visibile, quelle costole che si erano allargate proprio perché il suo cuore palpitava come impazzito dell’amore di Dio reso Spirito Santo. E così, per tutti coloro che hanno accettato il dono dello Spirito, che ad ognuno si manifesta secondo la propria capacità di amare Dio e il prossimo. Tutti infatti, hanno i propri carismi, come dice Paolo, ma in ognuno lo spirito agisce diversamente, perché soffia dove e quando vuole; tu non lo vedi ma ne odi la presenza, come disse Gesù a Nicodemo, nel celebre brano riportato da Giovanni. A tutti un augurio di poter sentire sempre il soffio dello Spirito. Buona festa di Pentecoste.


Preghiera.
Oh grande Spirito, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza di di capirne la differenza. Amen (Preghiera del popolo)

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