“Opere e giorni del Signore”. Solennità della Santissima Trinità (B)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 26/05/2018
“Opere e giorni del Signore”. Solennità della Santissima Trinità (B)

… «…Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo…» (Mt. 28 ,16-20)

16Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 17Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 18Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 19Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».e il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.


Il sacro tempo liturgico della Pasqua, conclusosi domenica scorsa, non poteva riportarci alle domeniche ordinarie che adesso celebriamo speditamente fino alla solennità conclusiva di Cristo Re a Dio, piacendo, nella penultima domenica di novembre 2018, con l’adorazione del mistero Trinitario del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Quello Spirito, lodato e invocato nella solennità di Pentecoste, quel figlio il cui mistero di amore e morte, che è all’origine del mondo e di tutto il creato.
La Trinità, nonostante l’apparente complessità del suo mistero, non può essere relegata nei grandi testi e tomi della teologia e della filosofia. Essa, infatti, è una presenza, un’indissolubile manifestazione di tre persone, distinte e uguali. In essa, come sentiremo nel Vangelo di questa domenica, i sacramenti, battesimo, riconciliazione, dono dello Spirito, vengono da Gesù riconosciuti come armi del Cristiano, chiamato ad affrontare le insidie del male ed essere apostolo di evangelizzazione. Un mistero, allo stesso modo talmente grande, che solo la fede e la contemplazione possono svelarci.
Agostino di Ippona, nelle sue celebri Confessioni, narra l’episodio accadutogli nella spiaggia di Ostia, quando, dopo la vita burrascosa, senti dentro di se, l’ebbrezza della ricerca di Dio, che lo portò poi al battesimo e alla piena vita Cristiana. Mentre passeggiava sul lido della spiaggia, immerso nei suoi pensieri, vide un bambino che raccoglieva silenzioso l’acqua del mare dentro un secchiello. Gli domandò cosa stesse facendo. Il bimbo rispose: “Sto raccogliendo tutto il mare dentro il secchiello”. Il Santo lo guardò, sorridendo, e gli disse “Impossibile mettere tutto il mare dentro il secchiello”. Rispose con occhi seri il bimbo: “E’ più facile che io metta tutta l’acqua del mare dentro il secchiello, che tu possa capire il mistero della Santa Trinità.”
Molti Santi, hanno consacrato la loro vita al mistero della Santa Trinità. Vorrei ricordare, la piccola Carmelitana Scalza Elisabetta della Trinità (1880 1906), morta giovanissima in un monastero di clausura in Francia ed elevata alla gloria degli altari qualche anno fa da Papa Benedetto XVI°. Ella soleva dire, che l’elevazione di un’anima a Dio, attraverso tutte le cose che facciamo e viviamo, ci mette in una continua comunione con la Santa Trinità, così, semplicemente, facendo tutto sotto il suo sguardo”


Preghiera.
Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito, Santo , al Dio Trino ed unico, che si manifesta nell’amore del Padre, ci fa vivere la vita del Figlio, ci immerge nel mare di amore e nel fuoco divampante dello Spirito Santo consolatore. Amen

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