“Opere e giorni del Signore”. Seconda Domenica di Quaresima (B)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 24/02/2018
“Opere e giorni del Signore”. Seconda Domenica di Quaresima (B)

..  Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!»…  (Mc 9, 2-10)

Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro 3e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. 5Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 6Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. 7Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». 8E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
9Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. 10Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti


Il nono capitolo del Vangelo di Marco, posto al centro della liturgia eucaristica di questa seconda domenica di Quaresima, è un brano che, tradizionalmente, troviamo tutti gli anni in vista della lunga preparazione alla S. Pasqua. Riflettendo, mi sorge un interrogativo, che riguarda direttamente l’episodio avvenuto sul Monte Tabor, il Monte della Trasfigurazione; mi chiedo: “Come mai la Chiesa inserisce questo brano proprio in questo tempo dopo l’aspra introduzione quaresimale e lo sconvolgente episodio della triplice tentazione di Gesù nel deserto?”
Chiedo aiuto alla grande tradizione spirituale orientale, che, nell’iconografia sacra, sviluppa una propria teologia del divino, per cui l’immagine deve essere letta con il cuore e lo spirito. Ed è proprio nelle icone della trasfigurazione che noi cogliamo il significato della grande rivelazione di Gesù, luminoso annuncio al mondo di salvezza, che è divenuto per ogni Cristiano, un modello di vita da seguire.
La trasfigurazione del Signore, è l’anticipo glorioso della Pasqua. Accanto ai discepoli, Pietro, Giacomo, Giovanni, che vengono abbagliati dal grande fulgore di Gesù, appaiono due testimoni, Mosè ed Elia. Oggi, in un bellissimo prefazio quaresimale, durante la Messa, sentiremo le parole “Chiamò a testimoni Mosè ed Elia, la legge e i profeti.” Ecco, come dicevo, il ritorno alla spiritualità orientale dove il messaggio centrale del Risorto, è proprio nella sua discesa agli inferi, la cui rappresentazione ci mostra come il Signore, porti il primo annuncio della sua resurrezione ai Padri antichi, svegliandoli dal sonno della non conoscenza.
La trasfigurazione è proprio la prima parte gloriosa di questo cammino, fatto di morte, di sofferenza, di vita ritrovata. Capisco allora, il significato di questo brano, inserito nel grigiore apparente della quaresima, tempo di penitenza e conversione.
A questo punto, cari amici, non ci resta che farci riempire dalla gioia di Pietro, Giacomo e Giovanni nei giorni immancabili, in cui la nostra vita è più vicina alla croce che alla resurrezione, sapendo che il Padre permette dubbio e sofferenza, ma ci pone a fianco il suo amatissimo Figlio, per sostenerci e confermarci lungo il cammino terreno nella via alla trasfigurazione in cielo


Preghiera
Signore, solo in te si compiono le grandi promesse di Dio. Solo in te, noi, figli troppo spesso resi ciechi dalle tenebre del peccato, ritroviamo la luce e il fulgore della tua gloria, una gloria che anticipa il giorno della nostra salvezza finale, quello della resurrezione in cui siamo incamminati. Amen

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