“Opere e giorni del Signore”. Quinta Domenica di Quaresima (B)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 17/03/2018
“Opere e giorni del Signore”. Quinta Domenica di Quaresima (B)

..  «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto…» (Gv 12, 20-33)

20Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. 21Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». 22Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. 23Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. 24In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. 25Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.26Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. 27Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! 28Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».

29La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». 30Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. 31Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». 33Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.


La morte come glorificazione della vita di ogni Cristiano. Il sonno, come attesa di una nuova era, in cui, regnerà la pace e la giustizia di Dio, dove potremo contemplare il volto dell’onnipotente, tanto anelato sulla terra ed espresso nelle parole del Salmo 27 “il tuo volto io cerco, non nascondermi il tuo volto.”
Oggi, ultima domenica prima dell’inizio della grande settimana Santa, Gesù, nel Vangelo di Giovanni, ci parla di un piccolo chicco di grano, metafora di ogni Cristiano, chiamato a consumarsi nell’amore, come egli stesso ha fatto. Mi piace, ancora una volta, richiamare, la nostra attenzione andando con lo sguardo alla bella visione dei nostri campi, specialmente in quella terra benedetta da Dio, che è la Val d’Orcia. Da quasi 11 anni, per motivi di lavoro, percorro le sue strade e i suoi paesi, guardando nel silenzio quotidiano, il lento trasformarsi delle stagioni, con i loro colori e la loro bellezza. Guardo il duro lavoro dei nostri contadini, in autunno quando seminano, poi il silenzio della terra brulla che contiene quel seme apparentemente morto; ancora le piogge che bagnano quei grandi spazi arati, il lungo freddo invernale, con la neve a fare da letto e poi ancora in primavera lo spuntare di piccole piantine verdi fino a diventare, in piena estate, rigogliosi campi dorati, così belli agli occhi di chi transita per quelle strade.
Ecco, dunque, l’invito del Signore a morire ogni giorno, alla nostra quotidianità e scoprire la gioia della novità di vita che solo l’amore, gratuito, disinteressato, disposto a farsi carico delle esigenze dei fratelli, ci può dare.


Preghiera
Signore, dacci la gioia di credere che tu sia quel chicco di grano caduto nella terra del tuo sacrificio Pasquale e facci capire che solo senza il sacrificio del nostro “io”, del nostro “orgoglio”, della nostra “falsa umiltà”  possiamo arrivare a celebrare degnamente la Pasqua del Tuo Figlio ormai vicinaAmen

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