Opere e giorni del Signore. III^ Domenica di Avvento – “Gaudete” (Anno C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 15/12/2018
Opere e giorni del Signore. III^ Domenica di Avvento (Anno C)

«…Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco…»  (Lc 3, 10-18)

In quel tempo, 10le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». 11Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». 12Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». 13Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». 14Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
15Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, 16Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 17Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
18Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.


Giovanni, il precursore, colui che oggi  ritroviamo in questa  terza domenica di Avvento, non è una  persona speciale, un ”guru o un santone” a cui le folle vanno dietro attratte da una scia di miracoli o eventi clamorosi tali da farne il capo di una setta o comunità dissidente o scismatica rispetto alla legge  o tradizione religiosa vigente. Giovanni, infatti, di miracoloso ha soltanto il suo concepimento del ventre vecchio e arido di  Elisabetta, dietro l’incredulità naturale di Zaccaria sacerdote dell’altissimo. Eppure, Giovanni, che sa di essere un nulla di fronte a Gesù, che  chiama ”Agnello di Dio”, preannunciandone il sacrificio sulla Croce in riscatto di molti, è una persona straordinaria, perchè chiama il popolo a  conversione, un profeta scomodo. Ancora oggi,  ci invita a fare quello che è giusto nella vita normale e nella società. Uno dei mali del nostro tempo, infatti, è non accontentarsi di quello che la vita ci offre. Giovanni, come  allora, risponde alla domanda, posta dai suoi discepoli e da chi lo seguiva: “Che dobbiamo fare?”. Piotremmo rispondere, come il Battista: “Dare a chi non ha, non pretendere il più di quanto siamo   disposti a ricevere, vivere nella solidarietà”. Scelte coraggiose, che spesso costano, ma che sono l’unica via per vivere il messaggio di Cristo. Oggi, terza domenica di Avvento, detta “gaudete”, “gioite”, frase presa dalla lettura paolina. La Chiesa  gioisce, nel cammino dell’Avvento, in quanto la meta del Natale, a cui ci stiamo preprando, è ormai vicina. Eccezionalmente, in questa domenica, il colore rosaceo, sostituisce il viola nei paramenti liturgici. È bello l’invito che il Signore ci fà, oggi, attraverso il profeta Sofonia, ad alazarci in piedi, a lasciare tutto il grigiore delle nostre stanche giornate, per rinascere nell’amore di Dio.  Egli, come il popolo  di Sion, l’eletto, ci dice “’Non temere, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore, tuo Dio, è un Salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con canti di gioia


Preghiera
Vieni presto Signor, a salvarci e donaci il tuo Santo Spirito per essere figli tuoi.  Amen

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