“Opere e giorni del Signore”. II^ Domenica di Avvento – Inizio Anno Liturgico (B)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 09/12/2017
Redazione: “Opere e giorni del Signore”. II^ Domenica di Avvento – Inizio Anno Liturgico (B)

«…Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo» (Mc, 1, 1-8)

1Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
2Come sta scritto nel profeta Isaia:
Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via.
3Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri,

4vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 5Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 6Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. 7E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».


I profeti, quelli “veri”, sono scomodi e disarmanti. Da sempre, la loro voce, religiosa o laica che sia, si è levata alta e forte a denunciare e annunciare verità che non tutti hanno fatto proprie, mettendo poi la vita dello stesso “profeta”, in continuo pericolo, fino alla sua eliminazione fisica, tappando per sempre o quasi, quelle istanze di giustizia palesemente soffocate.
Giovanni Battista, è l’uomo del tempo messianico di Gesù, che fa’ propria la voce di Isaia mille anni prima: “Preparate la strada per il Signore che viene, raddrizzate i suoi sentieri.” Come una lampada nella notte, indica il cammino per arrivare a Dio e lo riconosce come Agnello immacolato in Gesù, figlio dell’Eterno. Giovanni, invita nella sua durezza i figli di Israele a cambiare vita, ad adorare l’unico Dio nella verità e non nel falso culto. Anche oggi, mentre aspettiamo il Natale del Signore, voci di profeti nuovi ci invitano a guardare il vero senso delle cose di Dio e non solo vedere il bello di cose sterili e futili, frutto di una globalizzazione selvaggia e di un consumismo sfrenato.
Vorrei lasciarvi con alcune parole tratte da un’intervista rilasciata ad un quotidiano nazionale dal professor Massimo Cacciari, filosofo e scrittore, proprio sul senso del Natale: “Non è Dio che stabilisce una relazione con gli uomini, ma Dio che viene sulla terra attraverso Cristo.” Vertiginoso.
Riscopriamo dunque in questo cammino verso il Natale, il senso di appartenenza ad una persona viva che è venuta  sulla terra più di duemila anni fa, tutt’ora presente nella sua Chiesa, che ci interpella ogni giorno in una reale condivisione di amore. Scopriremo allora che il nostro Natale, non è un panettone, non è una favola a lieto fine il 25 dicembre, non è la noia della tavola e il bisogno di auguri forzati: è soprattutto  voglia di amore


Preghiera
Tu solo Signore sei colui che può darci la vera pace. La tua venuta nell’umile stalla di Betlemme, ci ha ricordato e ci ricorda, che la via dell’amore passa attraverso la ricerca delle cose essenziali. Guidaci a celebrare il tuo Natale nella verità e  nella sincerità. Amen

Lascia un commento