“Opere e giorni del Signore”. II^ Domenica del tempo di Quaresima (Anno A)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 11/03/2017
“Opere e giorni del Signore”. II^ Domenica del tempo di Quaresima (Anno A)

… Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete» (Mt 17, 1-9)

In quel tempo, 1Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.4Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». 6All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». 8Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
9Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».


La tradizione liturgica di questa seconda domenica di quaresima, ci fa meditare il vangelo della trasfigurazione del Signore. Questo, in quanto, sebbene siano passati solo pochi giorni dall’inizio del sacro periodo quaresimale, come in un miraggio che poi diventa realtà con il trascorrere dei giorni, noi intravediamo la luce della Pasqua, con tutti i suoi misteri di passione e di morte. E, in effetti, quello che avviene sul Tabor, è un messaggio inquietante, per Gesù e i suoi discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni. Allo stesso tempo, è una visione di gloria, talmente violenta di luce divina, da rendere candide, sfolgoranti, come la neve, le stesse vesti di Gesù.
Questa scena del Tabor, riportata, dagli altri due evangelisti Sinottici, Marco e Luca, viene resa ancora più reale; addirittura, si dice, che la veste di Gesù, fosse talmente candida che nessun lavandaio l’avrebbe resa simile di purezza e splendore.
C’è però anche la dolorosa conferma della passione ormai vicina che turba Gesù, il quale si confida coi due grandi testimoni dell’Antico Testamento, Mosè ed Elia, apparsi accanto a lui. Essi, come dice il prefazio della Messa di oggi, sono coloro che rappresentano e testimoniano la legge e i profeti; sono un monito per noi a salire sulla montagna della passione, della morte e della crocifissione, se vogliamo giungere alla gloria della risurrezione.
La logica del vivere la sequela di Gesù, è questa: scendere dal Tabor per condividere la nostra fede con il mondo, accettando la croce come méta pasquale per vivere la gioia dei risorti che hanno trovato nella Pasqua, il cammino e la porta per entrare nel regno di Dio


Preghiera
Signore, noi vediamo il tuo volto trasfigurato nell’imminenza della Pasqua; un volto splendente, che ci prepara alla primavera della nostra anima, alla gloria del risorto che ci invita alla sua mensa. Ma, il volto tuo, è allo stesso tempo un volto triste e preoccupato, perché quella gioia, dovrà essere testimoniata con la passione e la croce. Fa’, o Signore, che impariamo a riconoscere il tuo volto nei fratelli e nelle sorelle che incontriamo ogni giorno sul nostro cammino. Amen

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