“Opere e giorni del Signore”. I^ Domenica del tempo di Quaresima (Anno A)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 04/03/2017
“Opere e giorni del Signore”. I^ Domenica del tempo di Quaresima (Anno A)

« «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4, 1-11)

In quel tempo, 1Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». 4Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». 
7Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». 10Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».
11Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.


La celebrazione della Quaresima, che si è aperta con il rito dell’imposizione delle ceneri mercoledì scorso, è uno dei periodi che la Chiesa chiama giustamente “forte”. Questo in quanto, il mistero del Signore Gesù, si fa più “forte”, facendoci incamminare, attraverso un lungo percorso di quaranta giorni, nei misteri della nostra salvezza, cioè nel grande annuncio del Cristo, morto, sepolto, risorto, asceso al cielo. Il mistero Pasquale, i quaranta giorni quaresimali, che i Padri della Chiesa chiamavano ”sacramentali”, sono il simbolo della  storia della salvezza, un numero simbolico, che  veniva usato nelle prime  comunità Cristiane, come tempo di catechesi, approfondimento, catecumenato  in preparazione al battesimo che veniva celebrato nella grande notte della Veglia Pasquale. Quaranta, come gli anni del pellegrinaggio dei figli d’Israele attraverso il deserto verso la terra promessa, quaranta come il diluvio, quaranta come i giorni trascorsi da Gesù nel deserto. Un tempo per incontrare Dio, dunque, attraverso il deserto nella  nostra esistenza quotidiana. Un tempo, in cui, ci viene chiesto, la condivisione di tre importanti virtù quotidiane: il digiuno, la preghiera e la carità.
Anche nella nostra vita quotidiana, possiamo realizzare questi tre inviti che il Signore ci fa attraverso la Chiesa. Si badi bene, sono inviti necessari per vivere appieno la nostra vita spirituale. Il digiuno, ossia il privarsi di qualche cosa di piccolo, sia nel cibo che negli altri elementi quotidiani, raffina la nostra anima, rende sobria e dignitosa la nostra vita. La preghiera, specialmente fatta nel segreto della propria camera, con un dialogo amoroso con il Padre, ci rende figli generosi verso il Padre del Cielo a cui non dovremmo far mancare il nostro pensiero quotidiano. Il gesto concreto della Carità, il mettere a disposizione dei fratelli sfortunati quello che in fondo abbiamo avuto tante volte in più, sicuramente può donare serenità a chi da troppo tempo non possiede più.
Viviamo dunque, questo, che  è per me, e ve lo dico con convinzione e gioia, il periodo dell’anno liturgico che amo di  più. Andiamo incontro, attraverso gli ultimi freddi dell’inverno, alla primavera imminente dello spirito, che è la Pasqua, il passaggio, la rinascita, l’incontrare il Signore Risorto, vita e speranza nostra.


Preghiera
Accompagna Signore i nostri primi passi di questa  celebrazione quaresimale, e  orientaci giorno dopo giorno,  verso la Pasqua del tuo figlio,  vincendo le insidie del male, attraverso le armi del digiuno, della preghiera, della carità, per giungere così rinnovati, a celebrare la  risurrezione. Amen

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