“Dieci Lettere” per un Buon Natale: “H” come “Handicap e disagio sociale”

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 23/12/2016
Il nostro mondo, non sembra avere bisogno di gente normale, che tutti i giorni vive la propria vita anche in situazioni di emarginazione e allontanamento sociale

Tra le molte iniziative che da anni si collocano nel panorama un po’ kitsch di ogni Natale, c’è quello di offrire un calendario, previa presentazione alcuni mesi prima alle maggiori testate giornalistiche tradizionali e online internazionali; nei dodici mesi della classica strenna natalizia, i protagonisti variano: dalle grandi star e fotomodelle, agli “eroi” della carta patinata, fino alle classiche associazioni e alla stessa “Benemerita”; per molti un appuntamento da intenditori e affezionati. Lo spazio di determinati calendari, quelli, ad esempio, che offrono grandi case automobilistiche, non possono certo fare a meno di mezzibusti, palestrati, sorridenti e uomini di successo.
Il nostro mondo, non sembra avere bisogno di gente normale, che tutti i giorni vive la propria vita anche in situazioni di emarginazione e allontanamento sociale. Il mondo dei diversi abili, quelli che chiamiamo, con un termine sempre più dibattuto “handicappati”, senza pensare che questo termine (handicapper), viene usato nell’ippica per designare una corsa a vantaggi differenziati, cerca, da anni, di far sentire la sua voce; allo stato dei fatti, però, il disagio sociale, è ancora una piaga che la società non vede o non vuol vedere. Le strutture, le barriere architettoniche, rappresentano in troppi casi, ancora un ostacolo al proprio “riscatto” sociale. Leggi approvate tanti anni fa, belle sulla carta ma inapplicabili da una burocrazia che limita  la normale convivenza di chi è costretto a convivere con la malattia e il disagio. Tutto questo, tenendo conto di misure economiche non sufficienti  e una scolarizzazione, che ancora  presenta  realtà di emarginazione.
A Natale, tutto questo, ci viene ricordato, dove nessuno ricorda la sofferenza di tanti fratelli e sorelle, costretti all’immobilità, alla solitudine o all’abbandono, mentre il mondo va avanti, e, chi rimane indietro, non può avere praticamente voce a riguardo. Si dimentica, a torto, la ricchezza che proviene da tante persone disabili, le quali, senza bisogno di apparire veline da calendario, offrono esperienze di vita dai profondi significati. Basti pensare allo sport, che vede tanti atleti gareggiare e conquistare  risultati straordinari. Ma non solo, nel mondo culturale, come quello letterario e musicale, grandi stelle che brillano sebbene siano state colpite da malattie spesso invalidanti. Anche per loro, un segno di speranza nel Natale che arriva; a noi, un messaggio chiaro, a vedere nell’ altro, anche se disabile, ma un fratello e  una sorella, che lottano sempre per dare voce ai loro diritti

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