“Dieci Lettere” per un Buon Natale: “D” come diritto (spesso violato)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 19/12/2016
Le nostre azioni devono aiutare il diritto e la giustizia ad incontrarsi 

Nel Natale, si concretizzano antichissime profezie, che annunciano le prerogative del futuro Messia. Tra esse, una delle più importanti, è riportata nel “Libro della Consolazione” del Profeta Isaia. Un annuncio di salvezza diretto al popolo d’Israele, il popolo eletto, chiamato a guardare lontano, al suo Messia “restauratore di antiche rovine”.
Uno degli attributi che Isaia dà al Salvatore di Israele, è quello di uno che “proclamerà il diritto e la giustizia”.
Diritto e giustizia, due temi che sono oggetto di costanti violazioni, in tutte le loro sfaccettature. Proprio in questi giorni, abbiamo celebrato l’annuale ricorrenza dei “Diritti dell’uomo”, con una giornata dedicata istituita dall’Onu. Ma tante associazioni, quasi in controsenso, ci dicono che in 160 paesi del mondo, questi diritti sono costantemente violati. Eccone alcuni: il diritto alla propria religione violato, il diritto all’informazione, il diritto ad esprimere le proprie idee politiche e il diritto che schiaccia l’appartenenza ad una razza. Ci sono poi quei diritti elementari, che anche nella nostra Italia, non sono facilmente condivisi: il diritto ad un posto di lavoro, sancito dalla Costituzione, il diritto ad avere una propria casa, il diritto alla salute, con oggi più di nove milioni di italiani che non possono curarsi adeguatamente per la povertà causata dalla crisi economica. Ci sono i diritti dei dei bambini, a cui si nega in tanti casi il diritto di esprimersi in quanto “piccoli”; i diritti delle donne, che dopo alcune conquiste ottenute alcuni anni fa, vengono ricacciate nel proprio angolo, mentre i casi di femminicidi sono in costante aumento. E c’è l’alienabile diritto alla vita, quella che arriva e quella che parte, dove il diritto alla dignità, al pudore, alla riservatezza viene calpestato con indifferenza. Diritto e giustizia, dove anche la giustizia, trova diversi ostacoli nell’essere applicata mentre il grido dei popoli oppressi sale ancora verso il Cielo.
E un diritto negato, è forse anche quello di chi deve espiare la propria colpa difronte alla società. Anche il carcere, che dovrebbe essere un luogo di rieducazione, diventa a causa di strutture vecchie, obsolete, affollate, privo di elementi rieducativi e sanitari, un inferno da cui non  uscire più.
Proprio per questo, il senso del Natale, che è liberazione, non nei suoi apparati stucchevoli, ma nel messaggio che contiene, viene  nuovamente a dirci, che diritto e giustizia,  possono incontrarsi. Lo auspicava tanti anni fa un grande presidente della Repubblica Italiana, Sandro Pertini, in quel bellissimo discorso di apertura del proprio settennato presidenziale: “Diritto e giustizia si incontreranno, amore e pace si baceranno.”
Solo un’utopia  o futuro realizzabile?

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