Amiata. “Opere e giorni del Signore”: VI^ Domenica del Tempo Ordinario

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 14/02/2015.
“Opere e giorni del Signore”: VI^ Domenica del Tempo Ordinario.

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo B – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

In quel tempo, venne a Gesu’ un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: ” e vuoi, puoi guarirmi!”.  Mosso a compassione, stese la mano, lo tocco’ e gli disse: “lo voglio, guarisci…”. Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. MC 1,40

Una delle malattie che piu’ terrorizzava l’antico popolo d’Israele, era la lebbra, una malattia, che oltre a devastare il corpo fisico, devastava l’essere umano nella sua dignita’ umana e spirituale.
Per il lebbroso, la morte  civile arrivava ancor prima della morte fisica. Costretti a vivere in comunita’ emarginate, fuori dalle abitazioni, segnate da un  destino fatto di  paura, orrore per gli altri.
Gesù  entra in questa dimensione, riconosce il dolore e l’impotenza, si china su quella piaga, guarisce il lebbroso, invitandolo ad adempiere la legge di Mose’, e cioe’, quella legge che invitava, chiunque fosse uscito dalla malattia, a presentarsi davanti al sacerdote del tempio, per presentare l’offerta di ringraziamento.
Oggi, la lebbra, sconfitta nel nostro mondo (ancora esistente in diversi paesi dell’Africa) rimane  spesso nei nostri rapporti e nelle nostre quotidianità. L’emarginazione, il dito puntato, il giudizio lapidario, non sono forse distanze verso fratelli e sorelle, a cui diamo incosciamente del lebbroso? O forse, la lebbra si annida nei nostri  animi, troppo spesso in pace e senza coscienza critica?…. Raoul Follerau, il grande apostolo dei lebbrosi,  portando avanti nella sua esistenza, l’aiuto alla  lebbra fisica iniziava una preghiera con queste parole ”Signore fammi amare quelli che non mi amano”. Si, forse oggi,  dal Vangelo, dobbiamo prendere quello che e’ difficile prendere… un’amore sconsiderato per chi vorrebbe chiedere e non ha il coraggio di chiedere.. vicini agli altri..nonostante il mondo continua a creare moderni lazzaretti, per accogliere,  i nuovi lebbrosi di oggi che non girano con il campanello, ma chiedono aiuto.

Preghiera
“Ti rendiamo grazie,o Dio, Padre nostro:il tuo figlio Gesu’ stende la sua mano e ci tocca in questa Ecaristia. Purificati dalla lebbra del peccato,siamo ricondotti a lui nella comunita’ dei viventi”.
Amen

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