Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Quaresima, il tempo del ritrovarsi

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 18/02/2015.
Mercoledì delle Ceneri. E’ tempo di Quaresima

Il tempo quaresimale che inizia oggi, con la celebrazione di un rito, che puo’ sembrare arcaico, e fuori dallee nostre logiche attuali, ossia  l’imposizione di un pugno di cenere sulla fronte dal parte del sacerdote.
Se vissuto  con  uno spirito di ricerca interiore, è forse  periodo dell’anno in cui la nostra vita, proprio come la stagione invernale, si ferma, in attesa della fioritura  primaverile della Pasqua. Una pausa, in cui fa bene, riflettere e guardare  il percorso del nostro cammino umano e spirituale, per ricevere nuova linfa e riprendere il pellegrinaggio terreno. Se la Quaresima inzia nel cuore dell’inverno, infatti,  il desiderio della bella stagione, ormai alle porte, ci fa amare e guardare a  questo periodo con trepidazione. Quaranta giorni, con la  méta della Santa Pasqua, a segnare le giornate, che, come un segno vitale, si allungano, facendo spazio alla luce,dopo il buio invernale.
Per i Cristiani, il tempo di Quaresima, significa un triplice invito, che viene direttamente dall’insegnamento del  Signore: ”quando fai l’elemosina, non suonare la tromba come fanno i pagani per farsi ammirare,tu invece quando fai l’offerta,stai attento che la tua mano destra, non sappia cosa fa la tua sinistra. Quando digiuni poi, lavati e profumati, perche’ gli altri non vedano che tu digiuni, come fanno gli ipocriti.. e quando preghi, chiuditi nella tua stanza e prega il padre tuo nel segreto, e il padre tuo nel segreto ti ricompenserà”.(MT6,1 -6,16-18).
foto_desertoDigiuno, elemosina, preghiera. Sono queste tre virtu’, che la Chiesa ci affida, come armi efficaci per combattere ”lo spirito del male”. Nella Quaresima, tutto il popolo Cristiano si trova idealmente, nel deserto. Il deserto nella tradizione ebraica, e’ il luogo privilegiato, dove Javhe’, parla ai suoi figli: un popolo, amato da Dio, talmente amato, da portarlo sul proprio cuore. Ma anche un popolo, che non ricononosce questo amore di Dio,  e spesso, tradisce questo legame, con continue infedelta’, e abbandoni. Ma Dio, attraverso i profeti, non lo lascia vagare, ed anzi, usa parole dolcissime di misericordia e di amore. Proprio nel deserto, nel silenzio assoluto, lui richiama i suoi figli come profetizza Osea: ”vieni popolo mio , vieni con me nel deserto.. cuore a cuore d’amore ti parlerò”.
Ecco dunque il grande significato dei quaranta santi giorni della quaresima. Ritornare con il Signore nel deserto, un deserto che possiamo ritrovare nella nostra vita di ogni giorno, una stanza dove per alcuni minuti, posso stare solo, e ritrovare,quella pace interiore che fa tanto bene all’anima: non occorre allontanarsi fisicamente dalle nostre attitudini quotidiane, per ritrovare dio e se stessi.
La grande strada della Quaresima, ha come meta finale il grande mistero della nostra salvezza, ossia, l’annuale celebrazione della Pasqua, che e’, secondo l’antica dizione greca, il Kerigma, l’annuncio, che ogni cristiano e’ chiamato a diffondere sulla terra: Gesu’ Cristo, figlio di Dio, nato, vissuto, morto, risorto per la nostra Salvezza.

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