Amiata. 19 marzo: la Festa del papà, anzi, del Babbo.

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 19/03/2015
La Festa del papà, anzi, del babbo.

Ci voleva il progresso e la civiltà moderna per dire ” grazie Babbo per che ci sei e ci sei stato’? E’  la festa del “papà 2015″, ma noi vogliamo chiamarlo affettuosamente ” babbo”, anzi, sull’Amiata si dice ” i’ mi’ babbo”. Severo,  buono, affettuoso, burbero, che quando eri piccolo ti soffiava il naso, e quando eri più giovane, metteva mano  al portafogli, con i suoi santini sgualciti , le foto dei suoi genitori, e quella dei bambini, per farti andare al cinema o a ballare con gli amici. Il babbo ideale  di Piancastagnaio,  gran lavoratore, nella miniera, nella campagna, nella vigna, nell’osteria  dopo il  lavoro con il figlio piccolo per la mano, e con l’altra   dentro il vaso di vetro dell’osteria, per prendere il cavalluccio o il ricciarello per il bambino e gli altri a casa. E poi il babbo che si commuove alla prima  comunione del primogenito, e al suo matrimonio, e ancora orgoglioso lo vedi ai giardinetti con la carrozzina del nipote. I  babbi dunque sono quella colonna che sorregge l’architrave della vita. Babbi di oggi, che accettano di essere chiamati con il proprio nome dai propri frugoli.. babbi di oggi.. che anche se il  figlio è una piccola schiappa al calcio.. sarà sempre un campione e che campione. E il babbo che è il babbo che, dopo averti regalato una vita intera, te lo vedi invecchiare, te nella tua giovinezza, e che ti guarda ancora con ammirazione,   commovendosi con gli amici quanto parla di te.. e il babbo che non c’è più..che non hai conosciuto, che ti ha portato nelle sue grandi e forti mani…ahimé solo per pochi anni….allora.. babbo di ieri, babbo di oggi.. babbo di sempre… auguri e grazie perché ci sei…

(l’immagine di copertina, è una foto scattata su una tomba del Camposanto di Piancastagnaio)

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