A mio dire. Una storia particolare sull’Amiata: i legami pianesi del potente Marcinkus.

Amiatanews (Giuseppe Serafini): 04/11/2015
Quasi una “Vatileaks” pianese…

Ancora un capitolo oscuro, travolge il vaticano, mettendo in difficoltà le gerarchie ecclesiastiche, amareggiando lo stesso Pontefice Francesco, che, di riforma e pulizia della Curia romana, aveva fatto uno dei suoi primari impegni all’indomani della sua elezione, il 13 marzo 2013, avvenuta dopo le improvvise e discusse dimissioni di Benedetto Sedicesimo.

Quella che vi propongo oggi, è una storia che, curiosamente, ripercorre gli anni più bui della nostra Italia, e che un filo lego al paese di Piancastagnaio dove sono nato e vivo, essendo, la persona di cui parleremo, lì nativa e morta nel 2006 . La chiameremo signora Laura, per rispettarne la memoria. Alla signora Laura, leghiamo la figura dello scomparso e potente Arcivescovo americano, di origini lituane, Paul Marcinkus, figura centrale dei più scandali finanziari e criminali, fino agli anni ‘90. Il Vescovo, presidente dello IOR, Istituto per le Opere di Religione, fu accudito, fino al suo pensionamento, dalla Signora Laura, nella sua residenza romana, Villa Stricher, voluta dalla stesso presule, che ospitava funzionari ed ecclesiastici americani. Nel 1996 Mons. Marcinkus, in base al regolamento canonico, lasciò Roma per raggiunti limiti di età, tornando nella sua Diocesi di Chicago, ritirandosi in una piccola parrocchietta dell’Arizona, dove morì il 2 febbraio 2006. Anche la Signora Laura, fida governante ed amica, tornò in paese, vivendo dapprima in un appartamento del centro storico e vivendo gli ultimi anni della sua vita, ricoverata in una struttura di accoglienza per anziani. Tra il “monsignore e la fida governante”, rimase, fino alla morte di entrambi, per un capriccio del destino, avvenute a distanza di pochi giorni nel 2006,un fitto rapporto epistolare, con frequenti scambi di lettere.  La vicenda del Monsignore infatti, aveva attraversato gli anni più bui della prima Repubblica. Dal “palazzinaro” Ambrosio, al potente Sindona, all’affare Banco Ambrosiano, alla morte del banchiere Calvi, alla gestione come presidente dello IOR, ai mandati di cattura internazionali, agli aiuti verso Solidarnosc, al crollo del muro di Berlino. Una figura possente, amante di grossi sigari cubani, di prelibato whisky Bour Bon, di interminabili partite a golf e bridge, esperto di arti marziali, definito il “gorilla” per i suoi metodi spicci. E la sua figura possente, c’è ancora chi la ricorda a Piancastagnaio, durante una visita estiva fatta alla fida Signora Laura. Un pranzo consumato nella sua abitazione e  l’acquisto di un po’ di prosciutto nel negozio di alimentari vicino, certamente gradito nel pranzo precedente. La signora Laura, morì cercando negli ultimi giorni un giornalista con cui poter confidare tante cose di indubbia importanza. La morte arrivò prima che il suo desiderio fosse stato realizzato. Trentotto anni a servizio dell’uomo più potente del Vaticano, non  potevano non  aver lasciato ricordi e fatti particolari. Con lei e le sue testimonianze, scesero  nella tomba anche tutte  le vicende del Monsignore e, difatti, la morte di Paul Marcinkus ,arcivescovo e presidente IOR, mise una grande pietra su quella che è stata una delle vicende più torbide dei nostri anni.

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