A mio dire. Un luminoso saluto a Selene Monelli

Amiatanews (G. Serafini): Abbadia S. Salvatore 20/05/2016
Una comunità nel sorriso di Selene, durante una cerimonia densa di significati

Nella mia quasi trentennale professione giornalistica, vi debbo confidare, che una delle cose, che per ovvie ragioni, ho dovuto affrontare, con un certo disagio, è sempre stata quella di raccontare, in cronaca, gli addii delle tante persone scomparse tragicamente, o, semplicemente perché la loro vita e la loro morte meritavano  un ricordo speciale.
Oggi, anche Amiatanews, era presente nella grande Abbazia del San Salvatore, alla cerimonia di commiato della giovane Selene Monelli, la ragazza ventisettenne, deceduta improvvisamente e inaspettatamente, come hanno scritto i familiari nel manifesto funebre, domenica scorsa, in un tragico incidente sulla Auto Palio.
Volevamo essere presenti, assieme alle centinaia di persone dei tanti paesi dell’Amiata, per dare un segno di solidarietà alla famiglia e ai suoi cari, ma anche perché viviamo in comunità, dove il conoscersi, è cosa ancora naturale, dove, tutti, in qualche maniera, partecipiamo alla vita dell’altro nei momenti gioiosi, come in quelli dolorosi.
La cerimonia funebre, officiata da Padre Nazzareno Valli, carmelitano scalzo, amico di famiglia, è stata improntata alla speranza Cristiana, una speranza condensata dal racconto evangelico, preso da Giovanni, una delle più belle e toccanti parole di Cristo prima dell’addio: “Non vi lascio soli, vado a prepararvi un posto, e voi un giorno sarete con me per sempre.”. Forse, è stato  il saluto di Selene, ai suoi cari, nel momento della prova. Selene_Monelli_20160520_02Molto significativa la presenza di tanti giovani, e soprattutto, dei gruppi e circolo tennis dell’Amiata, che, in questi giorni, hanno realizzato una raccolta di fondi a scopo umanitario e in previsione, hanno già stabilito lo svolgimento di un torneo di tennis in sua memoria.
Ci sembra importante, ricordare le parole dei ragazzi, che, alla fine del rito funebre, hanno voluto ricordare Selene, con parole molto toccanti: “Io non credo e non prego – ha detto una di loro -, ma mi rivolgo a voi, che credete e pregate, perché possiate farlo per Selene, ora che non è più fra noi.”
Una richiesta, che sicuramente, è uscita dal cuore di tante persone, che hanno vissuto questo momento, come riflessione personale, di fronte alla fragilità della vita.
Ieri sera, pensando a questa ragazza prematuramente scomparsa, volli, andare a cercare il senso etimologico del nome: “Selene”, significa “Luminosa”, “Lucente”. Ora, mentre sto concludendo  questo articolo, penso ancora alla  ragazza solare e gioiosa, come l’ho conosciuta io. Selene, è una stella luminosa in un punto del cielo, e noi ci auguriamo, che possa, illuminare il buio del dolore, calato improvvisamente nella vita dei suoi cari. Ci piace immaginarla ancora tra noi, in un’altra dimensione, nella stanza accanto, come scrisse il poeta francese Charles Péguy, a rincorrere i suoi sogni di giovane ragazza, verso la vita, prematuramente spezzata.

Ciao Selene.

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