A mio dire. Scuola: si riparte nonostante tutto (con il cuore e la ragione)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 15/09/2016
L’anno scolastico si presenta al via con i soliti problemi, tra contestazioni, conti nelle famiglie che pesano sempre di più e le promesse.
Quest’anno poi, l’inizio della scuola, ci unisce al dramma delle zone appenniniche devastate dal terremoto dello scorso 24 Agosto.

Questa mattina, ormai lo  sappiamo, ha suonato, ancora una volta, la fatidica campanella dell’inizio scolastico. Come sempre, solo ieri, dopo tre lunghi mesi di vacanze “infinite”, ci siamo accorti che la scuola stava per ricominciare, nonostante il sole, le magliettine a manica corta e dai pantaloni corti che ancora mostrano le gambe abbronzate dei nostri ragazzi.
Me ne sono accorto personalmente, incontrando un comune amico, uscire dal cartolaio di Castiglione d’Orcia, dove lavoro; con in mano uno zaino firmato, di colore rosa. “Sai, – mi ha detto – la mia piccina domani va all’asilo per la prima volta”.
Un anno scolastico che, al di là delle solite note di colore, si presenta al via con i soliti problemi, tra contestazioni, conti nelle famiglie che pesano sempre di più, promesse che lasciano il tempo che trovano. Quest’anno poi, l’inizio della scuola, ci unisce, o dovrebbe unirci, al dramma delle zone appenniniche devastate dal terremoto dello scorso 24 Agosto.
Abbiamo visto l’apertura dell’anno scolastico in quelle zone, con la presenza di  tante autorità, ma, soprattutto, la presenza della solidarietà con il dono ad Amatrice, da parte della provincia autonoma di Trento, di tante piccole aule prefabbricate, colorate e pronte per far vivere agli studenti quella che una delle più importanti esperienze del ragazzo e dell’uomo, la scuola come studio, ricerca, ingresso e permanenza nella vita.
Oltre ai sentimenti che ci accomunano al dramma di chi ha perso tutto, ricordiamo, ancora una volta, questo inizio segnato dalle violente proteste di insegnanti precari e del personale scolastico, che, attraverso la costituzione di un gruppo denominato “nastrini rossi”, protesta sui problemi legati alle assegnazioni dei posti di lavoro, dopo la sanatoria approvata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Stefania Giannini, nell’ambito della riforma del sistema scolastico, denominata “buona scuola”.

Quasi centomila precari, secondo le stime del Ministero, che sono passati a ruolo, ma il conflitto si è acceso sulle destinazioni di sedi,  in molti casi distanti e disagiate per chi deve  prendere servizio. Un dibattito, che anche nei talk show televisivi di queste ore, sta dominando con immagini e proteste.
E poi, si ritorna a scuola, nella scuola come edificio, ma anche qui il discorso si innesta sulle tante situazioni legate ad edifici, ancora fatiscenti, aule in taluni casi, malsane e provvisorie, costruzioni realizzate, in alcuni casi, con economia di materiali e giudicate inidonee allo svolgimento delle normali lezioni, proprio per ragioni di sicurezza. Come esempio, potremmo citare due realtà dell’Amiata: Abbadia San Salvatore, dove ormai da anni il complesso edilizio della scuola media ed elementare in Via  della Pace è chiuso per motivi di sicurezza; Castiglione d’Orcia, dove le attuali medie, sono ubicate addirittura nel palazzo comunale (proprio nella stanza del Sindaco Claudio Galletti ha sede una classe), dopo i problemi accertati di stabilità alla scuola di Via della Buca.

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Tornando nelle zone colpite ad Amatrice, abbiamo visto le immagini della scuola in parte venuta giù come carta velina. Anche questo, un problema che ogni anno, nonostante promesse di cospicui finanziamenti per l’edilizia scolastica, si ripropone e pone seri interrogativi. Di fronte a questo vorremmo concludere, augurandoci e  augurando a tutti  i ragazzi studenti, al personale docente e  tecnico della scuola, di poter vivere un anno scolastico aggiungendo alle normali lezioni didattiche, quelle teorie che non si incontrano sui libri, ma che fanno parte della realizzazione dello studente e dell’uomo, ovvero l’amore per il sapere, il dialogo ed il rispetto reciproco; un’educazione civica che possa veramente formare uomini e donne del domani, formatori e protagonisti di valori e progetti  di solidarietà

Buon anno scolastico a tutti!

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