A mio dire. Santa Barbara: quelle medaglie della miniera che sanno di sudore e sangue.

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 09/12/2015
Sull’Amiata, consegnate le medaglie e le pergamente alle famiglie dei minatori caduti sul lavoro
A Piancastagnaio, una delle cerimonie con la presenza di Luigi Vagaggini, Sindaco e Presidente del Parco Nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata e dell’On.le Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati.
Fare del 4 Dicembre, “giornata della memoria” su tutta l’Amiata e i centri minerari

Di questi due giorni appena trascorsi di intensi ricordi, commemorazioni, festeggiamenti in onore di Santa Barbara, ci sarebbe molto da raccontare, forse troppo, vista l’importanza di ogni singolo momento vissuto dalla comunità Pianese. Vorrei soffermarmi su una particolare cerimonia, quella del conferimento, da parte dell’Aassociazione ex Minatori Siele ed Argus e dall’Amministrazione Comunale, delle medaglie commemorative ai familiari di tredici minatori deceduti in gravi incidenti di lavoro. Quando penso alla miniera nostra, penso alla brutale realtà di chi, per un’intera esistenza, si è immerso in quell’antro in cui regnava la paura e il buio, anche umano, senza sapere quando si sarebbe rivisto la luce. Era una vera miniera quella nostra, con i suoi spaventosi tentacoli, che, ogni tanto, agganciavano un povero padre di famiglia, gettando nella miseria e nella disperazione più cupa, mogli e numerosi giovanissimi figlioli.

Medaglia_MinatoreNo, non era la miniera, un melanconico racconto sviluppatosi nelle verdi praterie del Galles, quello che Cronin ha descritto nella Cittadella e nel suo bellissimo romanzo “E le stelle stanno a guardare”; non era neanche, la struggente canzone fischiettata come un tormentone negli anni della ricostruzione post bellica. La nostra miniera, era il mercurio che toglieva il respiro agli uomini, curvi nella galleria, con in mano la fioca luce della acetilene, naturale sistema di allarme in caso di gas. Erano quei bimbi orfani, quelle madri vestite di nero, che ad ogni nuovo funerale, intonavano lugubri  e strazianti lamenti, simili alle madri delle tragedie greche. Nessuno è rimasto insensibile, sabato, quando sono stati scanditi i  13 nomi di altrettanti minatori morti. Guardando le vecchie fotografie, ripenso alle belle parole scritte da Primo Levi, in un altro grave contesto: “considerate se questo è un uomo…che vive nel fango…che non  ha pace… che lavora per mezzo pane”.

minatori_siele_piancastagnaioMi piacerebbe, che sull’Amiata, il 4 dicembre, Santa Barbara, divenisse giornata della memoria. Per non dimenticare.


Alcuni momenti della cerimonia

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