A mio dire. Noi e la natura violentata: Dolomiti ed Amiata come a Settembre

Amiatanews (Giuseppe Serafini): 29/12/2015
Caldo eccezionale ed assenza di neve dalle Dolomiti… all’Amiata.
Re Laurino proteggerà le sue montagne rosa?

Anche questo Natale è passato, ma, di lui, a meno che non buttiamo tutto nel dimenticatoio annuale di fine stagione, come un vecchio abito logoro e fuori moda, ricorderemo questa  anomala ondata di caldo primaverile, con prati, colline , montagne dall’ insolito colore verde-marrone o rosso cinabro, tipico autunno appena iniziato. In questi brevi giorni di vacanza sulle Dolomiti, ho riflettuto abbastanza sullo strano balletto di temperature,  neve assente, clima impazzito, natura che  giustamente si ribella a decenni ,se non secoli, di sfruttamento selvaggio. E questo, senza considerare, quello che i mass media ci stanno propinando facendoci vedere città allo stremo, inquinamento, desolazione e smog.
Dal mio osservatorio personale, guardo queste eterne montagne dolomitiche, gemellandole idealmente con il nostro cono vulcanico, l’Amiata,  il Monte Thuniatis, che diciamolo francamente, non sta assai meglio delle Dolomiti. Anche qui, in territorio Fassano, nonostante leggi, autonomie, tradizioni poste a salvaguardia della zona, si deve ammettere che lo sfruttamento è ormai giunto a  livelli molto preoccupanti.
Piste , costruzioni edilizie, tagli indiscriminati, turismo d’assalto, per chi sa vedere esistono anche qui. Come del resto l’Amiata, non è’ un caso, che da troppo tempo viene sottoposta a tagli di bosco violenti e selvaggi. Il clima impazzito di questi giorni, con 20 gradi di caldo a New York e 60 centimetri di neve in Messico, tanto per fare un po’ di cronaca, è forse l’eco di una natura che sta morendo. Mi vengono in mente le belle parole di Papa Francesco, nella  sua enciclica ‘’Laudato Si’’: “quando la madre terra viene sfruttata e violentata, come una persona viva, si ribella chiedendo il conto del male fattogli’’. Anche l’anno Sabbatico, voluto da Dio, nella legge del Levitico, stabiliva un anno, in cui la terra si riposava per quanto aveva  dato all’uomo senza  prendere nulla in cambio, volendo solo il suo rispetto e il suo amore.
Guardo le grandi cime delle Dolomiti, che, ancora una volta, si colorano di uno straordinario colore rosa, mentre, al buon montanaro, non sfugge la leggenda di Re Laurino, re di queste  eterne cime. Le guardo, con  immensa  emozione e gratitudine. E penso, con tristezza, a quello che questo progresso impazzito, sta rischiando di farci perdere.

Il mio nido a Moena
Il mio nido a Moena

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