A mio dire. A Piancastagnaio, troppe le lotte intestine per avere (e dare) solo mal di pancia.

Amiatanews 09/02/2016
Il pensiero è lecito e libero, ma Piancastagnaio, ha bisogno di ritrovare un cammino, da fare assieme.
E così l’Amiata.

Se non fosse perché le vicende pianesi di questi giorni, in alcuni settori, hanno il sapore più che di una civile democratica opposizione, di una diatriba di sapore nostalgicamente rivendicativa, potremmo dire, che il dibattito, sta ritornando di moda a Piancastagnaio, e tutti, a modo loro, sarebbero felici e contenti di partecipare alle sorti ed al bene comune della piazza, “l’agorà” in cui gli antichi greci si confrontavano sui vari temi della vita e della politica.
Purtroppo, non è così, e, anche chi scrive, suo malgrado, deve incorrere negli strali del vento ormai impazzito di questi giorni… Sabato mattina, andando a Firenze, ho dovuto, “per forza di cose”, prendere il pullman delle ore 5,45, (una levataccia, ve lo assicuro), aspettando,  in un’alba fredda e invernale, il mezzo, solo soletto, anche perché il Sabato i pendolari di Siena non lavorano, chiuso nel mio giubbotto e nei pensieri mattutini. Davanti al municipio, ho notato un buon numero di volantini, gettati a terra, come quando si “lancia il sasso e nasconde la mano”; subito mi sono chinato a raccoglierne uno, per pura curiosità professionale. Lo scritto, anonimo, e per questo credo non meriti neanche la vostra visione, prendeva di mira, la recente partecipazione di alcuni ex componenti della lista Prospettiva Unita, poi Prospettiva Comune, al progetto di “Partecipazione attiva”, che in questi giorni sta prendendo sempre più forma a Piancastagnaio, con la realizzazione di alcune commissioni per un lavoro condiviso tra cittadini e Amministrazione Comunale. Parole dure, che, certamente, risentono di amare sconfitte e delusioni avute dallo scrivente anonimo, in questi ultimi anni di politica locale. Con queste parole e pensieri, inizia il mio viaggio, verso Firenze, dove mi reco in quest’anno spesso, per ottemperare all’obbligo di corsi professionali in virtù della mia iscrizione all’Ordine dei Giornalisti della Toscana, questa volta presso l’auditorium di Santa Apollonia, con relatore Don Andrea Bigalli, responsabile dell’Associazione Libera, il cui tema tracciava un’analisi delle nuove povertà e le mafie emergenti , ahimè, anche in Toscana.
Seduto al mio posto, un po’ sonnecchiante, un comune amico, mi manda un messaggio: “Giuseppe, hai visto che sul quotidiano la Nazione, è apparso un articolo sulla Misericordia di Piano?”. Appena posso, compero il quotidiano alla stazione di Santa Maria Novella e leggo la dolente nota, inviata alla Federazione Nazionale delle Misericordie, contenente la richiesta di invalidazione delle ultime elezioni del nuovo Magistrato, per sospetti brogli e “pastine” (termine usato in Piemonte, per indicare azioni non chiare), in seno al seggio elettorale.
La sera, al ritorno, dopo un bel seminario, ascoltato presso l’auditorium di Santa Apollonia, con relatore Don Andrea Bigalli, responsabile dell’Associazione Libera, contro le mafie, il cui tema tracciava un’analisi delle nuove povertà e le mafie emergenti , ahimè, anche in Toscana, scendo in Piazza Dante, per fare ritorno a casa. E noto l’ulteriore volantino, a nome del PD locale, pubblicato anche in questo nostro giornale, con nuove accuse alla giunta Vagaggini e agli ex “Prospettiva”. Finalmente a casa, dopo un sabato tutt’altro che di riposo, metto assieme nella testa tutte queste cose e penso che, in fondo, Piancastagnaio, come l’Amiata, hanno solo bisogno di ritrovare un cammino dove tutti, per una volta, possano dire “cerchiamo di vedere finalmente le cose, anche quelle più piccole che ci uniscano, non quelle grandi che ci dividano e ricerchiamo il bene comune per un paese, una Montagna, con tante aspettative, tante persone laboriose e generose, tante idee in cantiere da realizzare. Assieme.” Magari, riempiremo di idee condivise le piazze, le agorà, ormai deserte, in bianco e nero… tranne che per le automobili.

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